Tanti auguri Bob Dylan!

La volta scorsa abbiamo parlato di Johnny Cash, grande autore country e folk e mio fratello, che per la cronaca si chiama Jacopo, ha quasi 13 anni e studia chitarra e piano, mi ha chiesto che cavolo c’entra Cash con il rock. Buona domanda. Proverò a rispondergli su questo schermo. La musica rock è un genere, nato negli anni Cinquanta e Sessanta negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che ha le sue origini nella musica dei decenni precedenti, in particolare nel rock and roll, nel rhythm and blues e nel countryfolk. Il suono del rock ruota spesso intorno alla chitarra elettrica, alla quale si aggiungono strumenti ritmici come il basso e la batteria, e strumenti a tastiera come l’organo Hammond, il pianoforte, la tastiera stessa e ai quali, verso la fine degli anni Sessanta, si aggiunge anche il sintetizzatore. Possono essere inoltre presenti anche altri strumenti come gli archi (violinovioloncello). La musica country-folk, invece usa come strumento principale la chitarra (acustica o semiacustica), il banjo, l’armonica, il violino, la batteria e il contrabbasso e tratta in modo semplice argomenti popolari come l’amore, la natura selvaggia, l’alcol, la prigione trasformandoli in ballate ritmate e orecchiabili. Ed è proprio giocando con questi elementi che arriviamo finalmente al personaggio di oggi, Bob Dylan che, guarda che caso, il 24 maggio, ha compiuto la bellezza di 70 anni. E che, magari sbagliando, considero l’anello di congiunzione tra il country-folk e il rock. Ma procediamo per gradi. Robert Zimmerman nasce quindi nell’anno… (fate voi i conti: ho detto che ha appena compiuto 70 anni, non è che ci vuole la calcolatrice) e, a inizio carriera, prende il nome di Bob Dylan in onore del poeta Dylan Thomas (del quale, oltre al fatto che ha “tenuto a battesimo” anche il mio amatissimo Dylan Dog, francamente non so un beato cavolo ma… non state mica leggendo “Che forte la poesia!” ;)). Una delle sue prime canzoni è A Hard Rain’s A-Gonna Fall, una ballata in classico stile folk ma che tratta argomenti scottanti come la catastrofe nucleare, i conflitti razziali e i disastri ecologici: e stiamo parlando di roba di 40 anni fa! Ma forse la canzone più famosa del primo Dylan (nel senso di Bob) è Blowin’ in the Wind che è stata per anni l’inno di tutti i pacifisti (perché? Leggetevi il testo e non fatemi troppe domande che lo spazio comincia a scarseggiare). Intanto ne volete un assaggio? Eccolo: www.youtube.com/watch?v=wRVTO9V2WG8&feature=fvst. Che voce strana, eh? Un po’ di naso, un po’ gracchiante, non bella ma unica. La canzone è davvero suggestiva e anche MOLTO facile da fare con la chitarra (se siete interessati, per gli accordi andate a:www.chitarradaspiaggia.com/forum/viewtopic.php?f=3&t=1081). Porca miseria, qui a “Che Forte!” mi dicono che è finito lo spazio. Allora, campanella e INTERVALLO! Con Bob riprendiamo la prox volta: non ho ancora finito, fratelli (e fratello).

Oliviero Riva

maggio 2011

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