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Una nonna fortissima
| Intervista a Daniela Masseroni |
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Daniela Masseroni, campionessa mondiale di ginnastica ritmica
Viso d’angelo e testa sulle spalle, ecco cosa ti viene in mente parlando con Daniela Masseroni, 26 anni, di Bergamo, campionessa della nazionale italiana di ginnastica ritmica. Nella sua lunga carriera sportiva (almeno per una ginnasta!) ha fatto il pieno di medaglie, diventando uno dei simboli della ginnastica italiana e un esempio per le tante bambine che desiderano seguire le sue orme. I suoi ricordi più belli sono l’argento alle Olimpiadi di Atene e le tante vittorie ai Campionati del Mondo. Ha da poco annunciato il suo ritiro dall’agonismo, ma terrà sempre nel cuore lo sport. L’abbiamo incontrata alla presentazione della mostra Donna è sport 1861-2001 che si concluderà a Milano il 25 settembre 2011 (Museo del Risorgimento). Ecco cosa ha rivelato a noi di CheForte! sulla sua vita da atleta.
Daniela, raccontaci di quando hai cominciato. «Ho iniziato a sei anni seguendo le orme di mia sorella maggiore che faceva ginnastica. Mia mamma andava a prenderla e io l’accompagnavo, così ho deciso di iscrivermi anch’io».
Hai capito subito di avere talento? «Ero troppo piccola, prima di me l’ha capito l’allenatrice. Per me inizialmente era solo un gioco e poi mi piaceva stare con le compagne. Soltanto con il tempo acquisisci la consapevolezza di ciò che hai raggiunto e capisci che hai delle doti».
Come affronta lo studio una giovane atleta? «Il tempo dedicato allo studio è sempre stato minimo per noi della Nazionale che ci alleniamo anche 8, 9 ore al giorno, sei giorni la settimana. I professori venivano a farci lezione in albergo, a Desio, vicino a Monza, dove ci alleniamo e viviamo. Avevamo un programma adattato alle nostre esigenze. Due pomeriggi interi alla settimana erano dedicati alla scuola, mentre gli altri tre giorni studiavamo soltanto due ore dopo gli allenamenti. Però siamo sempre state ragazze molto serie, quindi in quelle poche ore dedicate allo studio ci impegnavamo al cento per cento».
Sul tuo sport, come su molti sport femminili, aleggia uno stereotipo che vi vede come ragazze molto competitive. Tu come la vedi? «Io posso parlare della mia esperienza e per quanto riguarda la nostra squadra, noi abbiamo sempre dato il massimo al gruppo, mettendo in secondo piano l’individualità. All’interno di una squadra non ci deve essere rivalità, ma totale sintonia, che deve trasparire anche durante la competizione. Da ognuna si cerca di prendere il meglio e imparare».
Qual è stato il momento più bello della tua carriera agonistica? «La medaglia d’argento olimpica e le vittorie ai Campionati del Mondo. Gli ultimi due anni della mia carriera sono quelli che ho vissuto più intensamente, con la consapevolezza del mio valore e delle mie capacità».
Che consiglio daresti alle ragazzine che vogliono fare il tuo sport? «Farlo con passione senza lasciarsi andare nei momenti di difficoltà. Bisogna sempre riuscire a trovare il piacere di quello che si sta facendo per andare avanti con serenità».
Momenti di difficoltà, appunto. Ci fai un esempio? «La cosa più dura è stata doversi dedicare solo ed esclusivamente alla ginnastica. Allenandosi tante ore il resto passa in secondo piano. D’altro canto nel nostro sport la carriera agonistica è piuttosto breve, quindi si ha tutto il tempo per recuperare».
Tu infatti hai deciso di ritirarti… «Sì, sono la più grande della squadra, ora ho 26 anni. Ho bisogno di cominciare a pensare ad altre cose, anche se il passaggio non è semplice perché sono cresciuta immersa nell'ambiente della ginnastica, con la vicinanza quotidiana delle mie compagne. Ora sono catapultata in un nuovo mondo e devo trovare la mia dimensione individuale».
Cosa ti aspetti dal futuro? «Da poco ho ricominciato a dedicarmi allo studio, dopo aver lasciato l’agonismo. Sono iscritta alla facoltà di Scienze della Formazione. Sicuramente però rimarrò a contatto con il mondo dello sport perché i valori che mi ha trasmesso e le emozioni che ho provato sono difficili da ritrovare altrove e per me sono fondamentali».
Sara Zapponi |


