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Sport e bambini

Piccoli campioni crescono. Ma, intanto, fra allenamenti, gare e partite, i genitori dei bambini che fanno sport si pongono mille domande.
Che Forte!
ha chiamato a rispondere alle vostre lettere un'esperta d'eccezione.

marisamuzio_1

Foto 1

Scrive per noi Marisa Muzio (nella foto 1), psicologa, ex Nazionale di nuoto. Ha accostato all'insegnamento e alla ricerca universitaria l'attività professionale nell'ambito della psicologia dello sport e delle organizzazioni. Luca Argenton (nella foto 2), psicologo, affianca nelle risposte Marisa Muzio, con la quale svolge attività di ricerca, formazione e consulenza in ambito aziendale e sportivo.

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Foto 2

Se avete domande da porre ai nostri due esperti  cliccate qui. Le più interessanti verranno pubblicate.

 

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Home SOS PSICOLOGIA Sport e bambini
Sport e bambini
A quanti mesi si può portare un bambino in piscina?

 

Innanzitutto complimenti per il sito! Ho una bimba, Beatrice, di 3 mesi. Tutte le mie amiche stanno portando i loro figli (anche loro di 3-5 mesi) in piscina e insistono perché anch'io vada con loro. Mi piacerebbe portare Beatrice in piscina e iniziare a farla familiarizzare con l’acqua, ma secondo voi non è un po’ troppo presto?

La risposta dello psicologo

Cara mamma,

grazie per la sua domanda: quella che pone è una questione molto interessante.

Come sa, l’acqua è un elemento che i nostri bambini conoscono bene: ne fanno esperienza ancor prima di venire al mondo, quando, all'interno del ventre materno, sono immersi nel liquido amniotico. E' proprio la familiarità con l'acqua che fa sì che il bambino possa essere portato in piscina già nei primi mesi di vita.

Dal punto di vista psicologico, il nuoto offre molti vantaggi per la crescita dei più piccoli. Favorisce, tra le altre cose, la scoperta del corpo, lo sviluppo dell’intelligenza motoria, la capacità di orientarsi nello spazio e l’acquisizione del senso del ritmo.

La piscina rappresenta poi un ambiente protetto, a misura di bambino e indubbiamente indicato per l’approccio con l’acqua. Non va infatti dimenticato che le piscine con personale competente e strutture adeguate, appositamente studiate per l’acquaticità per neonati, rispettano criteri ben precisi, come quello della temperatura dell’acqua per rendere piacevole l’immersione.

Un suggerimento: prima di prendere una decisione, provi a confrontarsi con il pediatra di Beatrice. Insieme a lui potrà decidere il momento migliore per un suo “ritorno” in acqua.

Luca Argenton

www.marisamuzio.it

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