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Scuola e figli

Il rapporto tra i nostri figli e la scuola ha tante sfaccettature. Qui cerchiamo di prenderle in considerazione tutte, perché solo se sono sereni in classe bambini e ragazzini danno il meglio di sé. Scrivono per noi gli esperti di ASP - Associazione italiana Psicologi (link www.asp-psicologia.it).

Nella foto, Davide Sacchelli, psicologo e presidente dell'associazione con lunga esperienza in progetti scolastici e nel lavoro con le famiglie.


davide_sacchelli

 

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Home SOS PSICOLOGIA Scuola e figli Estate: come organizzare il tempo libero dei figli?
Estate: come organizzare il tempo libero dei figli?

 La fine della scuola è considerato da tutte le famiglie come un desiderato obiettivo da raggiungere attraverso le mille fatiche di cui è costellato il percorso scolastico annuale. Una volta arrivate, le tanto agognate vacanze si portano con sé la voglia di prendersi il meritato riposo, e questo è vero per i bambini come per i genitori, i quali, benché con un ruolo diverso, non sono meno impegnati dei loro figli nell’impresa scolastica. Ma, come tutti gli equilibri che vengono turbati, l’avvento delle vacanze porta con sé anche una certa impressione di vuoto, oppure la sensazione di non avere idea di come organizzare le giornate ai propri figli e, conseguentemente, come regolare le nostre vite rispetto ai loro impegni. Infatti, con la scuola finiscono anche le varie attività sportive, ricreative, parascolastiche che durante l’anno passato hanno facilmente riempito i pomeriggi di bambini e adulti. Che fare ora? Spesso le alternative a cui ci troviamo di fronte sono sostanzialmente due: un’estate di libertà completa, dopo un anno passato tra impegni e appuntamenti fissi, oppure un’estate all’insegna della strutturazione del tempo, in cui lo scorrere dei giorni è scandito da attività ludiche, ricreative o semplicemente piacevoli. Non è facile decidere, perché forse la via di mezzo è, anche questa volta, quella più virtuosa.

Coinvolgere  i figli nella decisione

Resta però il problema di che cosa fare o, se volete, che cosa non fare. Una prima indicazione importante penso sia quella di coinvolgere attivamente il bambino nella pianificazione dell’estate o di una parte di essa. Renderlo estraneo rispetto a questa pianificazione lascia a noi tutto il peso di “inventarci” qualche cosa di sensato e sottrae al nostro bimbo l’opportunità di cimentarsi con lo sviluppo di un’abilità che è una delle competenze più importanti per qualsiasi adulto: la capacità di pianificare il proprio tempo, a partire dalle proprie esigenze, dalle possibilità, dai doveri, cercando di integrare e rendere congruenti tra loro queste istanze difficilmente conciliabili. Impegnarci insieme a nostro figlio nel difficile compito di gestire il tempo a disposizione gli permette di acquisire una maggiore consapevolezza di tutti gli aspetti che influenzano la programmazione del tempo stesso: le proprie esigenze (per esempio, il riposo, lo svago, il semplice “non fare nulla”), le possibilità a disposizione (per esempio oratorio estivo, gli amici che non sono ancora partiti con cui giocare, il centro sportivo vicino casa), i propri doveri (per esempio, la necessità di aiutare la mamma a casa, i compiti delle vacanze, i lavoretti che non si ha tempo di fare durante l’anno). Si tratta di aspetti complessi che non sempre è facile conciliare. Inoltre, una programmazione autonoma, ma guidata laddove è necessario, pone il bambino di fronte al valore intrinseco del tempo, importante ma limitata risorsa da utilizzare con accortezza. Che cosa c’entra tutto questo con la scuola? Penso che la gestione del tempo al termine dell’attività scolastica sia un buon “campo pratica” per allenare quelle abilità trasversali utilissime anche a scuola: pensiamo a quanto sia complesso organizzare il tempo del pomeriggio a partire dai compiti assegnati per il giorno dopo. O quanto sia difficile conciliare i compiti con l’attività sportiva e gli incontri con gli amici. Una buona gestione del tempo fa fiorire le possibilità a disposizione del nostro bambino perché rende la sua vita più ricca e autonoma, senza che sia necessario che noi ci sostituiamo a lui.

 

Nicolò Gaj, psicologo e membro della Commissione Scientifica dell'ASP - Associazione italiana Psicologi

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