Quando un bambino si comporta male. Come correggerlo in maniera efficace.

Quando nostro figlio non agisce come vorremmo, innanzitutto occorre mettere a fuoco in modo preciso il comportamento che consideriamo sbagliato; quando il bambino si comporta male e lo correggiamo, è importante che egli abbia capito bene quali azioni disapproviamo e perché

Evitiamo sgridate generiche

Rivolte al suo carattere e ai suoi modi, stiamo attenti a non affibbiargli etichette negative (“sei uno sciocco/ma sei scemo?”). Non usare espressioni che lo incollino ad atteggiamenti scorretti (“non sai far altro che…/possibile che non ubbidisci mai?”); infatti, tutto ciò non aiuta affatto il bambino a cambiare il suo comportamento e gli abbassa l’autostima. Ricordiamo che il nostro obiettivo non è sfogare la nostra (comprensibile) irritazione, ma modificare le azioni di nostro figlio. Il bambino deve aver sempre presente che non lo stiamo attaccando come persona, per quello che è, ma che stiamo invece criticando un suo specifico comportamento; in questo modo, avrà chiaro che cosa deve cambiare e sentirà in se stesso la fiducia di saper agire meglio.

Perché di comporta male?

In secondo luogo, dobbiamo cercare di capire perché nostro figlio mette in atto quel comportamento. Attenzione che un bambino potrebbe agire scorrettamente perché non conosce un modo adeguato di soddisfare un suo bisogno o desiderio; per esempio, un bambino che non riesce a inserirsi nei giochi dei coetanei potrebbe reagire facendo loro dei dispetti: in questo caso, non dobbiamo limitarci a rimproverarlo ma anche insegnargli delle modalità adeguate per riuscirci.

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Quali strategie adottare per correggere quel comportamento

Dobbiamo sempre esprimere comprensione e valorizzare nostro figlio, ma allo stesso tempo essere fermi nello stabilire dei limiti, spiegando chiaramente perché un dato comportamento è sbagliato e perché un altro invece è giusto. “La strategia più efficace è certamente quella di ignorare le azioni sbagliate – nella misura in cui è possibile – e lodare le azioni corrette. Infatti, i bambini sono affamati di attenzione ed è frequente che cerchino di ottenerla anche mettendo in atto comportamenti negativi; per questo bisogna ignorare le azioni sbagliate (a meno che siano dannose) e – soprattutto – riservare valanghe di lodi a quelle corrette. Questo suggerimento potrebbe sembrare banale, ma facilmente viene disatteso dai genitori, i quali fanno caso al figlio e lo sgridano se si comporta male, ma si dimenticano di lodarlo quando si comporta bene.” [estratto da GENITORI CHE AVVENTURA! PRINCIPI PRATICI PER EDUCARE I FIGLI]

Anche se dobbiamo sempre ricordare che la strategia più efficace per scoraggiare un comportamento negativo è lodare quello corretto, a volte può essere opportuno rinforzare un divieto stabilendo una punizione in caso di trasgressione. Ricordiamo però che lo scopo di una punizione è responsabilizzare e far riflettere nostro figlio, non mettergli paura; per questo, essa deve rappresentare il più possibile la conseguenza dell’azione scorretta e consistere per esempio nella sottrazione temporanea di un oggetto usato in modo adeguato (“se continui a giocare con la forchetta in modo pericoloso, mangerai con il cucchiaio”) o nel rimediare a un danno arrecato (“se sporchi, dopo pulisci”); in alcune circostanze, può servire allontanarlo temporaneamente dal gioco e dagli altri, facendolo per esempio sedere su una seggiolina in un angolo della stanza, in modo che si calmi e rifletta (è il cosiddetto “time out”).

Sofia Mattessich

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