Quando la maestra fa preferenze. Cosa fare?

I bambini sono delle spugne e nella loro fase di crescita sono capaci di soffrire per atteggiamenti del tutto normali. Capita di frequente che in una classe ci siano bambini che richiedono di essere seguiti più di altri dalla maestra, perché magari tendono a distrarsi facilmente o non hanno acquisito un buon metodo di studio. Ma questo non significa che la maestra fa preferenze. In questi casi, il bravo bambino che non viene seguito, invece, vive la situazione con malessere, interpretandolo come una mancanza di affetto nei suoi confronti. Cosa fare per aiutarlo?

La maestra segue di più i bambini con problemi

Il primo passo da fare di fronte ad una situazione di questo tipo è parlare con il proprio figlio e spiegargli che la maestra non ha alcuna preferenza affettiva. Spesso, infatti, nelle classi scolastiche si crea involontariamente una competizione emotiva nei confronti della maestra, con la finalità di diventare il preferito. Una gara fra bambini che gli adulti devono scoraggiare.

L’atteggiamento, dunque, della maestra che si concentra preferenzialmente su alcuni alunni può essere mal interpretata dal bambino, che finisce per soffrirne. E la mamma non deve assolutamente confermare questa sensazione e neanche mettersi in competizione con le altre mamme o incitare il figlio a comportarsi diversamente in classe per attirare l’attenzione. Ciò che con calma ed amorevolezza va fatto capire al bambino è che la maestra deve seguire principalmente chi è meno bravo, perché ha oggettivamente e praticamente più bisogno di aiuto nello studio e nello svolgimento dei compiti. Questa spiegazione è doppiamente risolutiva: da un lato, il bambino si sente più intelligente e quindi meno seguito per motivazioni che aumentano la sua autostima; dall’altro, il bambino si convince che non esiste alcuna preferenza affettiva all’interno del gruppo scolastico.

Anche le maestre hanno le loro preferenze

Il passo successivo è poi quello di parlarne con la maestra direttamente interessata, in modo da renderla partecipe e a conoscenza della situazione creatasi. La cosa va fatta con molto tatto e intelligenza, non facendola sentire in difetto o giudicata ma chiedendole aiuto per vostro figlio che è molto sensibile. Infatti le preferenze sono umane ammettiamolo e la maestra a volte senza accorgersi può avere delle simpatie e di certo non amerà sentirselo dire. Anche lei quindi va sensibilizzata al problema ma non deve essere additata come “IL PROBLEMA”. Altrimenti la situazione di vostro figlio peggiorerà!

Cosa deve fare la maestra per far sentire tutti i bambini uguali?

Sebbene possa succedere raramente, può accadere che un bambino sia stato talmente trascurato dall’atteggiamento di non essere seguito dalla maestra, al punto tale da non credere alla spiegazione che la maestra deve dedicarsi ai bambini con problemi. In questo caso è opportuno che la maestra stessa riporti le medesime spiegazioni a scuola ma che, al contempo, attui dei cambiamenti comportamentali all’interno della classe, cercando di coinvolgere tutti gli alunni in maniera più o meno paritaria.

La attività di gruppo, in questo senso, possono risultare di grande aiuto, perché l’attenzione della maestra non si rivolge più al singolo ma al gruppo.

Per di più, la maestra potrebbe affidare al bambino che si sente messo da parte un compito di responsabilità che lo impegni in un’attività scolastica, dandogli un ruolo di prestigio. A compimento del suo dovere, poi, la maestra dovrà premiare il bambino mettendo la sua bravura al centro dell’attenzione di tutta la classe. Perché non si creino ulteriori squilibri inter-relazionali con gli altri bambini, la maestra dovrà attuare a rotazione questo metodo con tutti i bambini della classe.

Le mamme quindi devono collaborare, aiutare i propri figli a minimizzare e a interpretare certi atteggiamenti a loro favore ma anche a rilevare in modo intelligente certe sofferenze parlandone con le maestre stesse che a loro volta si attiveranno per far sentire tutti i bambini importanti allo stesso modo.

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