Perché mio figlio mi risponde male?

Perché mio figlio mi risponde male? Domanda legittima, ma ricordiamoci che intorno agli undici anni comincia la fase della ribellione: l’adolescenza. I ragazzi devono contestarci per intraprendere il processo di individuazione-separazione, che li porterà a trovare un’identità autonoma.

Non domandiamoci troppo cosa abbiamo fatto per meritare tante liti e conflitti, ma fronteggiamo la situazione con comprensione e fermezza. Anche perché più si procederà, più si noterà lo scarto tra un corpo in pieno sviluppo e un’emotività ancora immatura. Insomma, i figli adolescenti si sentiranno troppo grandi per sottostare alle nostre regole e noi continueremo a vederli come i “cuccioli” di casa.

Proviamo a cambiare prospettiva e per prima cosa concediamogli un po’ di quella libertà tanto ambita, purché siano pronti ad assumerne responsabilità e conseguenze. Perciò se ritardano sull’orario di rientro, affronteranno le derivanti sanzioni. Se protesteranno per questo, verrà loro ricordato che “gli adulti” si accollano le conseguenze delle proprie azioni.

Ciò che è importante è coltivare il rispetto e imparare a negoziare

Per rispetto intendiamo l’ascolto delle sue richieste e della sua età tanto incerta, piena di dubbi e indefinibile. Noi siamo un punto di riferimento ed è nostro dovere rimanere saldi di fronte agli attacchi, per lo più funzionali alla crescita.

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Evitiamo un cieco autoritarismo, ma anche accondiscendenza e permissivismo. Di fronte a reazioni aggressive o a un linguaggio scurrile (perché proverà a sfidarci anche su questo terreno!), è bene restare calmi e spiegare che un comportamento simile è inaccettabile e non gli farà ottenere niente. Se lui vuole, si può affrontare la questione all’interno di un dialogo.Teniamo presente che tutto questo andrà ripetuto molte volte, prima di ottenere soddisfacenti risultati!

Proponiamo all’adolescente la negoziazione. Per esempio, permettiamo a nostro figlio di uscire la sera e di rientrare a mezzanotte, a patto che ci chiami prima di rientrare e ci dica dove va e con chi esce. Questa impostazione, basata sullo scambio, darà la sensazione di una relazione più paritaria.

Con un adolescente la polemica e la critica sono all’ordine del giorno

Il ragazzo ha bisogno di denigrare i genitori per potersene allontanare. Se il ragazzo trova difetti in noi, sarà più facile per lui attuare il distacco e trovare una strada personale. Perciò accettiamo i suoi attacchi o i suoi malevoli commenti, senza cambiare le nostre idee e senza essere troppo permalosi. Potremmo provare a spiazzarlo, chiedendogli il perché di una certa osservazione. Così, smorzeremo l’effetto-attacco, gli dimostreremo che prendiamo seriamente le sue critiche e gli insegniamo che le opinioni vanno argomentate. Il compito dei ragazzi è crescere, diventare liberi e autonomi: come potrebbero farlo se continuassero a credere che i genitori sono perfetti?

Il nostro compito è abbandonare il bambino a cui siamo tanto legati e accogliere l’adulto adolescente che si affaccia timidamente in nostro figlio. L’aspetto più difficile per noi genitori è resistere, esserci sempre e non cedere alla guerriglia attuata dal ribelle che abita con noi!

Elisabetta Rossini ed Elena Urso

 

 

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