Mio figlio piccolo può usare il telefono, internet ed i giochi?

Di Enrico Frumento

Il presente numero del blog parte da una domanda che mi è stata fatta recentemente: “mio figlio di 5 anni usa senza problemi lo smartphone gioca a Ruzzle, scarica giochi che gli interessano , ascolta musica e manda messaggi su WhatsApp. Premettendo che gioca tantissimo con i giocattoli e non ha nessun problema a socializzare con gli altri. È giusto che usi il mio telefono a questa età?

Premetto, come mio solito, che non sono uno psicologo. Posso però fare alcune considerazioni che spero siano utili.

La prima è di carattere sanitario. A quell’età le ossa del cranio non sono ancora del tutto saldate e ci sono ancora parti con la cartilagine. Questo, come documentato, aumenta la pericolosità delle onde emesse dal cellulare perché le onde elettromagnetiche passano attraverso la cartilagine meglio che attraverso le ossa. Gli effetti finali sul cervello non sono noti, ma quasi tutti concordano nel dire che, qualunque essi siano (principalmente riscaldamento elettromagnetico), sul bambino sono maggiori. Meglio pertanto dovendo scegliere, un tablet senza parte cellulare, solo wifi o mettere in modalità aerea il cellulare prima di darlo al bambino. Quello del Wi-Fi non è l’unico problema però. La luminosità degli schermi dei tablet, specialmente nelle ore serali, provoca profondi scompensi che rendono difficile addormentarsi ed a lungo andare non fanno affatto bene (si veda l’articolo sulla applicazione f.lux), nemmeno ai grandi. Infine occorre fare caso al movimento che il gioco comporta, osservate la fissità degli occhi e del corpo del vostro figlio, durante il gioco.

La seconda osservazione è di carattere educativo. Da una parte è quasi scontato che per i bimbi, da buoni nativi digitali, il mondo sia quello dei grandi che usano gli smartphone. Da sempre l’istinto dei bimbi piccoli, in un certo senso la vera essenza del gioco, è quello di imitare i grandi, osservandoli. Sta a noi vigilare per evitare derive e per insegnargli a muoversi bene in quei contesti. Cosa che spesso non sappiamo fare neppure noi, a guardare l’uso medio sconsiderato, passatemi il termine, che noi adulti facciamo di questi dispositivi.

 

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Quindi personalmente io suggerisco alcune regole che aiutano ad evitare dipendenze o cattivi usi delle tecnologie..

  • No a giochi in solitaria e sì al gioco assieme, su tablet ad esempio. Ci sono anche tablet per bambini sul mercato, ne ho visti vari e li consiglio. Sconsiglio invece le chat, non tanto per eventuali problemi cognitivi o di cattivi incontri (che esistono ovviamente), ma per non creare distacchi dalla realtà. Questi programmi portano a sviluppare il linguaggio non verbale davvero specifico (tramite chat) ed alimentano sia disturbi di tipo FOMO che problemi nel relazionarsi.
  • Occhio alle dipendenze anche latenti. Secondo gli psicologi che si occupano di dipendenze, il gioco è compulsivo quando lo scopo non è più la vincita, ma il senso di eccitazione che la precede. Pertanto, dovendo scegliere quali giochi, suggerisco i seguenti criteri:
    • Gioco che non continua in nostra assenza quindi inizialmente non social (es. Giochi come Clash of Clans hanno una grande componente social che li rende adatti ad una fascia di età superiore). Le caratteristiche stesse di questo tipo di giochi sono fatte per incrementare il suo utilizzo ed in generale  la dipendenza (ad esempio più tempo si passa giocando più obiettivi si raggiungono, più punti si accumulano, più sale di livello e si diventa “potente” all’interno del gioco e tra i giocatori) e la gratificazione.
    • Giochi non collaborativi, ma 1:1 e attenzione al fatto che si possano moltiplicare le partite, creando una sorta di dipendenza da risultato e di “premio” sociale.
    • Attenzione nei giochi asincroni come la Farmville (dove si deve curare una fattoria virtuale di animali), al fatto che la partita continua offline in assenza del bimbo.
    • Giochi educativi e che stimolino l’intelligenza, possibilmente con una precisa connessione con il mondo reale. Le regole del gioco dovrebbero essere quelle della fisica del mondo reale. Il rischio che si vuole evitare è che si possa perdere di vista il confine tra realtà ed immaginazione/gioco, dove spesso la realtà virtuale risulta più stimolante, accattivante e rassicurante (es. Monument Valley è un famoso gioco, adatto ad una fascia di età intorno ai 10 anni, oppure alcuni giochi della Lego per i più piccoli).
  • Giochi educativi. I giochi dovrebbero essere anche educativi, come ad esempio The Incredible Machine o giochi legati ai movimenti dei pianeti o al corpo umano, oppure apposta per imparare le lingue (Es. Duolingo). Esistono numerosissime applicazioni di questo tipo, alcune davvero stupende!

 

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Enrico Frumento 

Enrico Frumento è un nativo digitale da quando nel lontano 1980 ha comprato il suo primo Commodore. Si occupa di Sicurezza e criminalità informatica presso il CEFRIEL. Dopo aver visto i figli propri e degli amici andare allo sbando in rete ha pensato che fosse il caso di raccontare come usare bene internet a quanti hanno la pazienza di ascoltare i suoi sproloqui.


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