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Cosa dice la legge sulla separazione tra conviventi?

Buongiorno,

convivo da oltre 4 anni con una persona dalla quale ho avuto un figlio che oggi ha quasi due anni. I rapporti con il mio compagno si sono progressivamente deteriorati, tant'è che abbiamo deciso di interrompere la convivenza. Mio figlio rimarrà a vivere con me, ma come posso gestire i suo rapporti col padre? Cosa prevede la legge? Chi decide quante volte potrà vederlo e, magari, portarlo con sé? E quanto è tenuto a versare il padre per il mantenimento del figlio?

Noi non siamo sposati...

Grazie di tutto.

La risposta dell'avvocato

Gentile Signora,

la regolamentazione dei rapporti padre/figlio, nei casi di pregressa convivenza, è del tutto simile a quella in materia di separazione e divorzio.

Cambia solo la competenza che, nel vostro caso, è del Tribunale per i Minorenni e non del Tribunale ordinario.

Come per la separazione la miglior strada è quella di raggiungere un accordo e presentare “insieme” il ricorso (con l'ausilio naturalmente di un avvocato).

Se non dovesse essere possibile, uno solo dei genitori avvierà la procedura e l'altro sarà chiamato a costituirsi in giudizio.

In entrambe le procedure (tecnicamente si parla di un ricorso congiunto ovvero di una procedura giudiziale) saranno stabiliti dei giorni/orari in cui il genitore non convivente con il figlio potrà vederlo e tenerlo con sé ed anche una somma mensile (proporzionata sostanzialmente al livello di reddito) che lo stesso genitore verserà all'altro per il mantenimento del figlio.

Se si raggiunge l'obiettivo di definire una regolamentazione dei rapporti che entrambi i genitori si sentono in grado di “sostenere”, anche situazioni così delicate per il minore finiscono per stabilizzarsi e gli permettono di godere della relazione genitoriale nel migliore dei modi.

Tanti auguri,

avv. Paola Perrino

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