I telegiornali sono adatti alla visione dei bambini?

Spesso i genitori si chiedono che cosa mostrare o no ai bambini in TV. Non ci riferiamo ai cartoni animati, ma al palinstesto televisivo nel suo complesso.

LA TELEVISIONE OFFRE GARANZIE DI TUTELA AI MINORI?

La tv in generale non offre alcuna garanzia di tutela a chi vi si avvicina con innocenza. Sto parlando dei programmi destinati agli adulti come film o telegiornali. Potrebbe venir da dire che questo genere di prodotti deve rimanere fuori dalla portata dei bambini, come scritto sui farmaci o detersivi (e forse ricordarcelo non può che farci bene, visti gli ultimi casi di cronaca), ma la realtà è tutt’altro che confortante. Per sbadataggine o a volte ignoranza, in senso buono, spesso si espongono i minori a contenuti difficili da comprendere ed elaborare. Il telecomando, diventa, quindi un’arma impropria perché se da un lato consente al bambino di spaziare nel suo mondo dall’altro permette di oltrepassare i confini se il cammino è fatto da solo.

I GENITORI DEVONO GUARDARE I CARTONI ANIMATI E LA TV CON I FIGLI?

Guardare la televisione può non piacere a tutti, specie se il pubblico sono i bambini: i cartoni animati o i telefilm per ragazzi possono apparir noiosi per noi adulti, salvo poi ritrovare temi e modi molti simili a quelli riscontrabili nei telefilm adatti a noi. Anche nei cartoni animati c’è spesso violenza, ci sono tematiche complicate da spiegare, a questo noi genitori dobbiamo stare attenti. L’ideale sarebbe guardarli insieme a loro, decodificando il messaggio e restituendoglielo più comprensibile, o comunque accertarsi che quel tipo di prodotto non sia lesivo della sensibilità dei bambini. Ma quel che, credo, sia fondamentale e responsabile per noi adulti educatori sia proprio quello di preservare i bambini dall’esposizione a contenuti televisivi che, di fatto, non sono destinati a loro. Mi riferisco, in particolare, ai telegiornali.

I TELEGIORNALI SONO ADATTI AI BAMBINI

E’ vero, qualcuno potrebbe dire che il tg spesso viene visto durante la preparazione del pasto, alcuni durante la consumazione e che comunque ai bambini non ce li puoi mica mettere i tappi alle orecchie. Come si fa?

Ecco alcune regole per evitare che arrivino ai bambini notizie nocive

Innanzitutto spegnere il televisore, riportando il momento del pasto alla sua originaria funzione: accomunare persone diverse, affettivamente legate da relazioni di parentela (ma non solo: si pensi alla cena con amici che hanno figli piccoli…), per scambiarsi esperienze ed emozioni, mentre si consuma il cibo. Detta così, sembra che mi voglia ispirare alla famiglia perfetta, quella degli spot, ci mancherebbe…la realtà è ben diversa. Ma ci serve per capire il contesto in cui far avvenire ciò.

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Una soluzione al problema credo, comunque, sia quella di evitare di far sentire loro certe notizie, soprattutto di cronaca sempre più così incomprensibili – e non certo cognitivamente – anche per noi adulti. Omicidi, furti, rapine non devono diventare la spettacolarizzazione del momento e noi dobbiamo evitare proprio che lo diventi. Personalmente dissento da chi mi dice (spesso me lo dicono i pazienti) che i bambini devono conoscere ogni aspetto della realtà circostante in modo da crescere con i piedi per terra e, magari, anche più svegli. Dissento fermamente, soprattutto quando i bambini sono piccoli e certamente non in grado di sopportare il carico emotivo, oltre che cognitivo, di una simile portata. Si può insegnare ai figli a essere svegli e realistici in vari modi, anche metaforicamente, oppure partendo dalle loro semplici esperienze e comunque rispettando le loro età, che non sono solo quelle anagrafiche: c’è un’età emotiva che risente molto dell’esperienza.

I POSSIBILI EFFETTI DEI TELEGIORNALI SUI NOSTRI BAMBINI

Perché minarla con notizie apprese dalla tv, che della sua vita non hanno poi niente a che fare? Gli effetti di una simile esposizione non sono prevedibili, ma possono spaziare dall’emulazione a comportamenti aggressivi fino al totale estraniamento di tutto ciò che non è fittizio, quale reazioni difensive a contenuti troppo forti.

Facciamo fin troppa fatica a cercare di ridimensionare il senso di un efferato delitto, di una strage familiare, di una guerra devastatrice in nome della religione: non ha senso esporre i nostri figli a tutto ciò. Troppa violenza ci rende violenti, anche nelle parole e poi non meravigliamoci se poi non riusciamo a gestire neppure un loro capriccio.

Dottoressa Francesca Orlando

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