Gli studenti italiani sono oberati di “compiti” ma hanno i risultati peggiori rispetto ad altri Paesi

Lettera aperta al Ministro Stefania Giannini

Il nuovo anno scolastico è iniziato, ma per gli studenti il “vecchio” non è mai finito (per gli studenti italiani, ovviamente) visto il carico di “lavoro” imposto dai famigerati e assurdi “compiti per le vacanze”: ricominciano senza aver mai smesso.

E’ facile constatare come il disagio, la sofferenza (tensioni famigliari, litigi, rabbia…) siano stati tanto più gravosi per bambini e ragazzi in difficoltà o le famiglie dei quali non siano affettivamente, culturalmente o economicamente attrezzate: sono proprio loro, i più disgraziati “quelli che” arrivano a scuola già esausti, sfiniti.

Per tutti gli altri si può facilmente immaginare la ripulsa nei confronti della scuola e dello studio che questa pratica ingiustificata (e ignota ai Paesi che vantano ben altri risultati, in termini, appunto di eccellenze) ha ulteriormente rafforzato.

Basti il riferimento a una ricerca recentissima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che evidenzia come gli adolescenti italiani siano particolarmente stressati e abbiano un pessimo rapporto con la scuola (meno entusiasti risultano solo estoni, greci e belgi).

Va anche detto che lo stress colpisce la famiglia nel suo insieme: molta parte dei conflitti (le urla, i pianti, le punizioni…) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti, quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente.

Si tratta di un “sintomo” preoccupante (tant’è che lo segnala, appunto, l’OMS), per gran parte riconducibile alla richiesta di un impegno extrascolastico spropositato, che non ha riscontro in nessun altro Paese europeo e che non qualifica il nostro sistema scolastico, come dimostrano i dati Ocse (a dir poco inquietanti) relativi a: competenze in uscita, analfabetismo funzionale, dispersione scolastica, incapacità di compensare le diseguaglianze di partenza…

Gli studenti italiani sono eccezionalmente oberati di “compiti”, come risulta dalle rilevazioni Ocse Pisa: 9 ore a settimana, rispetto alle 3 di Finlandia e Corea, Paesi ai vertici delle classifiche internazionali per competenze e conoscenze.

Ma è una stima per difetto, come può confermare qualsiasi studente: l’impegno quotidiano raramente è inferiore alle 3 ore, per un totale che supera le 20 ore settimanali.

In altre parole, uno studente italiano studia in un giorno più di quanto studio uno studente finlandese in una settimana, con la differenza che gli studenti finlandesi sono ai vertici mondali per conoscenze e competenze.

Si pensi che, in Italia, persino nelle scuole a tempo pieno, dopo 8 ore di lavoro, a nostri bambini di 6-11 anni, sono assegnati compiti tutti i giorni e nel week end.

Le chiedo perciò di considerare il testo della petizione online (change.org): “Basta compiti!”, che ha già superato le 16 mila adesioni,

Con osservanza.

Maurizio Parodi – Dirigente scolastico –

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