Gelosia e rivalità tra fratelli, come sopravvivere?

Daniele Bernazzi è psicologo-psicoterapeuta con esperienza pluriennale nell’ambito della Psicologia scolastica

Se l’uomo che amate vi dicesse “cara, domani prenderò una seconda moglie, così vi terrete compagnia!”, voi come reagireste? Non bene, vero? E allora perché aspettarsi che un bambino reagisca bene all’arrivo di un fratellino con cui dovrà contendersi l’amore di mamma e papà? La gelosia fra fratelli…parliamone.

In molte famiglie ci sono più figli. La ricerca di un secondo figlio sovente è legata anche alle sollecitazioni che arrivano dal primogenito: “Quando mi regalate un fratellino?”

Primogenito che non manca di avere poi dei ripensamenti quando si ritrova a misurarsi con un fratello in carne ed ossa, con i suoi sconfinamenti, la sua presenza a volte ingombrante, l’ingaggio forte dei genitori, soprattutto della mamma.

Così a un certo punto il primogenito inizia a essere contraddistinto da verbalizzazioni quali:  

“ Come è brutto!!”

“ Uffa…piange sempre !! “

“ Ma che schifo..come si sporca…..come puzza!! “

“ Perché non lo mandiamo indietro? “

“Quando muore di nuovo?”

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Perché i fratelli sono gelosi?

La gelosia si manifesta quando la più arcaiche delle paure, quelle del rifiuto, dell’esclusione, dell’abbandono, iniziano a emergere nel primogenito che comincia a percepire attaccato, minacciato il suo mondo, proprio quando magari si era finalmente adattato, fatto una ragione delle temporanee assenze della madre. Sì, perché ora, paradossalmente, la situazione è ancora più insostenibile: lei è presente, ma si dedica solo marginalmente a lui, mentre rivolge la maggior parte delle sue attenzioni all’ultimo arrivato. Ecco perché il primogenito a un certo punto può arrivare a decidere, più o meno consapevolmente, che la migliore difesa del suo “spazio relazionale” sia l’attacco, che porta avanti a volte in modo scomposto, maldestro, aperto, ed altre volte in modo più indiretto, mascherato.

Consigli anti-gelosia tra fratelli

Prima di riprendere il primogenito perché abbiamo scoperto che sta macchinando un piano per far fare un salto iper-spaziale al fratello direttamente su Nettuno, è importante che i genitori facciano un movimento empatico nei suoi confronti, si mettano nei suoi panni, e lo dis-incentivino rassicurandolo, confermandogli l’amore esclusivo che provano per lui.

Attenzione poi al fatto che l’arrivo del secondogenito sia associato ad un “allontanamento” del primogenito. Per esempio all’inserimento al nido o alla scuola materna di quest’ultimo. Potrebbe amplificare fortemente la sua sensazione che lo si sta allontanando, escludendo.

Può essere opportuno allora, per controbilanciare la situazione ed esorcizzare dei fantasmi, che i genitori si ritaglino dei momenti in cui condividono solo con lui delle attività particolarmente piacevoli. O anche aiutarlo a realizzare che lui ha potuto godere di un rapporto esclusivo con  loro fino alla nascita del fratello, possibilità che quest’ultimo non avrà; o i vantaggi legati al fatto che lui è più grande. Quest’ultimo intervento può inibire una regressione della quale il primogenito può essere protagonista nel momento in cui in lui si insinua la convinzione che tutte le conquiste di cui si era dimostrato capace, e per le quali i suoi genitori si erano dimostrati entusiasti, adesso non abbiano più appeal, e la presunzione che per poter concorrere con l’ultimogenito possa essere utile ritornare “piccino”, e quindi rimettere in auge parole chiave come passività, dipendenza, incapacità: improvvisamente non riuscire più a mangiare adeguatamente da solo, a vestirsi, a lavarsi i denti…per non parlare di addormentarsi!

In realtà gli antagonismi fra fratelli sovente lasciano spazio anche ad aree di condivisione, di gioco insieme, di spartizione dei beni. Addirittura si parla di “famiglia ombra”: quella che i fratelli tendono a formare tra loro svincolandosi a volte dai grandi, stabilendo dei rapporti di mutuo aiuto, di solidarietà, nonostante le gelosie, le competizioni e  le rivalità.

Non mancano circostanze in cui il più grande si dimostra compiaciuto di poter insegnare delle cose al più piccolo, o in cui quest’ultimo, affascinato dai super poteri del più grande cerca di emularlo, ingaggiandolo come un istruttore jedi.

Sicuramente delle variabili importanti sono la differenza di età, l’omogeneità o la differenza di genere e, in modo correlato, l’ordine di nascita.

Compito dei genitori è aiutare i propri figli, unici o no che siano, a trarre il meglio dalla loro condizione, superando di volta in volta gli aspetti della stessa che possono apparire più negativi e valorizzando quelli positivi. Per fare questo è necessario che si confrontino onestamente con la loro volubilità, con la loro parzialità. Se per esempio sono consapevoli di preferire un figlio ad un altro, è più facile che mettano in atto delle strategie compensative per evitare che quest’ultimo sia destinatario sempre di minori attenzioni.

Quando si preferisce un figlio a un altro

Preferire un figlio ad un altro rientra tra le evenienze del genere umano, non è un’aberrazione. Ancora più naturale è sentirsi legati affettivamente in modo diverso con i diversi figli. Questo può dipendere da tanti fattori quali: il genere dei figli, la differenza di età, l’ordine di nascita, il momento della vita della coppia in cui sono arrivati. Molti genitori ingenuamente pensano che tutto questo sia rischioso e non si coniughi con l’imperativo di far sentire i figli uguali ai loro occhi. Ma in verità ciò cui massimamente aspirano i figli, anche se non ne sono consapevoli quando sono piccoli, e quindi non lo chiedono esplicitamente, è sentirsi amati in modo unico, speciale, più che maggiormente di qualcun altro.

Daniele Bernazzi

Daniele Bernazzi è psicologo-psicoterapeuta con esperienza pluriennale nell’ambito della Psicologia scolastica, evolutiva e familiare. Conduce interventi di counseling e formazione rivolti a genitori e insegnanti con rispettivamente figli e alunni in tutti gli ordini di scuola (asilo nido, scuola dell’infanzia, scuola elementare, scuola secondaria inferiore e superiore)

Un libro sulla gelosia tra fratelli

Vi consigliamo sullo stesso tema la lettura del libro UN AMORE DI FRATELLO di Dolores Rollo

Un libro dedicato ai genitori che devono affrontare ogni giorno i difficili rapporti quotidiani tra i figli,  scritto da Dolores Rollo, professore associato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’università di Cagliari. Tanti consigli sugli atteggiamenti da assumere e le strategie da adottare di fronte a litigi e gelosie, ma anche consigli per aiutare i propri figli a crescere uniti e a volersi bene, sostenersi, cooperare quotidianamente. Interessante il capitolo che affronta il problema dell’arrivo di un fratello diversamente abile o con malattie croniche. Per finire, il “ricettario del buon genitore”, un decalogo  per l’armonia famigliare. La regola numero 1? “Non fare preferenze” si legge. “I bambini, soprattutto piccoli, sono i primi a capire se le cose non sono giuste. I paragoni non stimolano a fare meglio, bensì con l’umiliazione che implicano fanno sentire inadeguati e incapaci”.

Un amore di fratello, come sopravvivere a gelosia e rivalità

Di Dolores Rollo

San Paolo www.edizionisanpaolo.it

8 euro

anno di pubblicazione: 2011

 

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