6 consigli per stimolare l’intelligenza dei bambini

Come stimolare l’intelligenza dei bambini? Prima di rispondere e passare ai consigli vorrei fare una premessa. La domanda presuppone che l’intelligenza non sia qualcosa di predeterminato e di immutabile, una dotazione che la natura decide di consegnarci in misura più o meno grande, privandoci della possibilità di agire su di essa e soprattutto che presenta molti aspetti…

Le intelligenze multiple

Le teorie sulle intelligenze multiple suggeriscono infatti che l’intelligenza possa assumere moltissime forme e che ognuno di noi abbia in sé numerosi potenziali, che l’educazione e le risorse offerte dal contesto in cui cresciamo possono sviluppare fino ad alti livelli. Immaginiamo allora l’intelligenza come un insieme di facoltà sempre presenti in potenza, riparate all’interno di tanti bozzoli, a cui possiamo donare le migliori opportunità per fiorire.

Il messaggio che voglio trasmettere con questa premessa non va confuso però con quello a cui ci ha abituati la società in cui viviamo. Non è vero cioè che per far fruttare le potenzialità di un bambino e massimizzare le sue possibilità di apprendimento occorre sottoporlo continuamente a stimoli di ogni sorta, coinvolgendolo magari in attività che risultano ancora al di fuori della sua portata e che, oltre a non divertirlo, potrebbero farlo sentire a disagio. Cominciamo quindi subito col dire che offrire un ambiente educativo stimolante non significa iperstimolare e che ai genitori è richiesto di intervenire molto meno di quanto possano immaginare.

Ma proviamo ad andare per punti e ad elencare cosa è utile fare e non fare sin dai primi mesi di vita dei vostri bambini per assicurare loro un vantaggio.

6 consigli per aiutare i nostri bambini a sviluppare le loro capacità

1- Il primo passo consiste nel raggiungere un traguardo scontatissimo solo in apparenza: imparare a conoscere il proprio figlio e ad accettarlo per quello che è.

Avere degli obiettivi per i nostri bambini e volere il meglio per loro significa molto spesso agire in risposta al nostro ideale di bambino, ovvero ai nostri desideri e non alle loro reali esigenze. E’ importante quindi sospendere l’azione e fermarsi ad osservare il bambino che abbiamo davanti, per imparare a conoscerne il temperamento, i gusti, per capire cosa lo disturba e cosa invece lo fa sentire sereno. E’ sulla base di queste scoperte che riusciremo a modellare il nostro comportamento nel modo più appropriato, adattandolo rispettosamente alle caratteristiche di chi abbiamo di fronte.

2- Tutti noi, adulti e bambini, non impariamo a sviluppare le nostre capacità seguendo le istruzioni impartite dagli altri, ma esplorando attivamente il mondo che ci circonda e lasciandoci coinvolgere in esperienze sempre nuove.

Ma per avventurarci all’esterno e scegliere di sperimentare abbiamo prima bisogno di sentirci sicuri e a nostro agio. Il genitore allora può favorire l’apprendimento di nuove abilità impegnandosi innanzitutto nella costruzione di un legame che sia fonte per il bambino di sicurezza, amore e supporto, e a partire dal quale il piccolo possa coltivare la sua naturale propensione a conoscere e ad esplorare.

3- Alimentare un senso di sicurezza nel bambino e motivarlo ad esplorare il mondo significa quindi rispettare i suoi tempi e non tentare di forzarlo verso l’acquisizione di nuove competenze.

Coinvolgere il bambino in attività e in compiti verso i quali dimostra di non essere ancora pronto. Evitate quindi di paragonare vostro figlio agli altri bambini e di valutare il suo livello di sviluppo in base a quello che alla sua età ci si dovrebbe teoricamente aspettare. Non abbiamo sempre a che fare con bambini “da manuale” e precoci spinte in avanti possono ostacolare i progressi.

4- E’ importante non interferire e intervenire solo al momento opportuno. Se vi sostituite al bambino ad esempio mentre sta giocando, correggendolo o mostrandogli sin da principio il modo “giusto” di fare le cose, lo private della possibilità di sperimentare a modo suo, di imparare a risolvere i problemi e involontariamente gli trasmettete il messaggio che senza di voi non può farcela. Il bambino invece ha bisogno di esercitare le sue abilità, di procedere per tentativi ed errori, anche a costo di sperimentare un po’ di sana frustrazione; l’enorme soddisfazione che proverà nel risolvere da solo il problema gli regalerà la motivazione necessaria ad affrontare sempre nuove sfide, e quindi la possibilità di imparare e di sviluppare la sua intelligenza. Assicuratevi solo che il livello di frustrazione non diventi troppo alto e chiedete sempre il permesso prima di intervenire.

5- Poiché qualsiasi attività può rappresentare occasione di apprendimento, non occorre dotare l’ambiente domestico di una quantità eccessiva di giocattoli.

Il bambino abituato ad avere tutto e a poter scegliere tra mille alternative, perde facilmente interesse perché i doni che di volta in volta riceve smettono di rappresentare una novità. E’ preferibile quindi che il bambino impari a concentrarsi su una scelta limitata di opzioni, in modo che i giocattoli a disposizione possano essere realmente studiati, manipolati, usati e vissuti fino a consumarsi. I giochi più stimolanti inoltre sono quelli che offrono l’opportunità al bambino di creare, smontare, modellare, immaginare e inventare. Un sì quindi ai giochi fai da te, realizzati con gli oggetti trovati in casa, ai libri con tante figure, ai materiali per disegnare e colorare, alle costruzioni ecc. Queste sono le condizioni migliori per favorire nei bambini lo sviluppo di un’intelligenza creativa.

6- Un altro punto importante riguarda la sfera del linguaggio.

Sin dai primi giorni di vita abituatevi a dialogare con il vostro bambino e a considerarlo come una persona che recepisce e comprende tutto quello che gli dite. Spiegategli con parole semplici tutto quello che state facendo per lui e che vi apprestate a fare per lui, descrivete le attività della vostra giornata, raccontategli quello che il bambino vede succedere, nominate sempre cose e persone, salutatelo al momento della nanna con una canzoncina o con una storia. Non aspettate che impari a rispondere per cominciare a parlargli: questo darà un forte slancio allo sviluppo del suo vocabolario e alla sua futura capacità di comunicazione.

Per ricollegarmi a quanto detto all’inizio, non occorre fare salti mirabolanti per garantire al vostro bambino le migliori condizioni di crescita e sviluppo. Anche se può sembrare scontato, si tratta solo di accompagnarli alla scoperta del mondo, con amore, rispetto e semplicità.

… E fu così che dal bozzolo spuntò fuori una meravigliosa farfalla.

Monica Fusco, psicologa

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