Come insegnare a studiare ai bambini in terza elementare

Dal terzo anno della scuola primaria i bambini devono imparare a studiare. Da quel momento la scuola e lo studio possono diventare un vero ostacolo se l’apprendimento di una lezione risulta difficile e se il bambino non è abituato a ripetere ad alta voce. Ecco qualche piccolo trucco per far diventare lo studio facile e divertente.

 

Come insegnare le lezioni concettualmente articolate

Quando una lezione appare piuttosto complicata, è bene suddividerla in concetti più piccoli e semplici che, nell’insieme, creino la sequenza di eventi del discorso. Per rendere il tutto molto facile bisogna:

-leggere l’intera lezione con il bambino

-schematizzarla su un foglio

Utilizzando pennarelli colorati dalle tinte accese, la sua attenzione verrà richiamata sulla frase e con la memoria assocerà il colore al concetto da imparare. E’ però fondamentale che il senso di ogni frase gli venga spiegato per bene, invogliandolo a rispiegarla a sua volta e a ricreare, con lui, una sorta di cronistoria che colleghi tutte le frasi scritte e precedentemente schematizzate. Questo metodo permette al bambino di sfruttare anche la sua memoria visiva che, spesso, risulta di grande aiuto per riportare alla mente il concetto principe della lezione.

Un’altra accortezza molto importante è quella di non costringerlo per ore a stare seduto alla scrivania a studiare disseminando invece, per casa e nella sua stanzetta, cartelli colorati da lui stesso creati, utili a ripetere anche mentre sta facendo dell’altro. Se per esempio deve imparare termini per lui difficili o parole in lingua straniera, si potrebbe attaccare un foglio con il nome dell’oggetto scritto a stampatello e a caratteri grandi direttamente su di esso, in modo da ricordarglielo ogni volta che lo userà.

Altro suggerimenti, il bambino già dai 3 anni inizia a raccontare fatti della sua vita quotidiana, via via negli anni in modo sempre più articolato. Quindi è abituato a ripetere ad alta voce e fare dei mini “riassunti” del suo vissuto. Continuate a stimolarlo a parlare e a raccontare, anche questo aiuta a cercare le parole giuste, a ricordare i dettagli e soprattutto a sintetizzare.

Come far imparare tabelline, poesie o testi a memoria

Per allenare la memoria si può giocare con l’estro e la fantasia sfruttando sempre i colori:

-si può far riscrivere al bambino l’intera poesia, utilizzando però una tinta diversa per ogni rigo;

-si può rendere la poesia una canzone per fargliela imprimere come se fosse una melodia.

-si può anche far disegnare la poesia su un foglio bianco per ricordare cosa succede

L’alternanza dei colori, associata alla cadenza musicale che viene data alla poesia, diventa un ottimo mezzo per fargliela memorizzare.

Questi metodi di apprendimento possono essere esteso anche alle tabelline, effettuando gli stessi passaggi:

-fargliele riscrivere con un colore diverso per ogni rigo;

-fargliele imparare cantando.

Potrebbe tornare anche utile sfruttare il foglio da lui stesso scritto come promemoria, incollandolo all’anta interna del suo armadio. La memoria va infatti alimentata non passivamente e in modo sterile, ma attraverso la creatività e il gioco, per cui anche le associazioni mnemoniche cadenzate possono diventare di grande aiuto quando il bambino non ha voglia di studiare ma deve imparare una lezione.

Non trasmettiamo il nostro stress al bambino

Tornare a studiare è un momento importante anche per noi genitori che ricordiamo il nostro rapporto con la scuola, a volte positivo ma a volte anche negativo, ricordiamo i problemi che abbiamo incontrato con una particolare materia, oppure il nostro odio per un professore! Cerchiamo di non trasmettere tutto questo al bambino, tiriamo un bel respiro e restiamo calmi con lui. Pensiamo che il cammino scolastico è lungo e che abbiamo tanto tempo per aiutare i nostri figli in questo percorso di crescita. Non entriamo in crisi. Oppure, se la pensate come Maurizio Parodi del Movimento Basta Compiti (LEGGI L’ARTICOLO A cosa servono i compiti? Ce lo spiega l’ autore di Basta Compiti), insistiamo con le insegnanti che lo studio venga fatto a scuola…in tal caso…buona fortuna!

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