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L'arte spiegata ai bambini

Ogni opera d'arte racconta una storia in grado di incantare i nostri figli. Noi prendiamo i capolavori più celebri e li "traduciamo" nel linguaggio dei bambini. Per emozionarli e insegnare loro piccoli trucchi da grandi artisti.

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Scrivono per noi Maddalena Baldini (nella foto 1), giornalista esperta d'arte e Manuela Terrana (nella foto 2)  

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Dalì, il pittore degli orologi, spiegato ai bambini

Cari bambini, vi faccio subito due domande difficili! Come si controlla lo scorrere del tempo e come si controllano tutti i ricordi? Complicate vero?! In realtà un grande pittore spagnolo era fissato con il tempo. Stiamo parlando di Salvador Dalì, un altro personaggio da segnalare per le sue stranezze e per il suo modo alternativo di dipingere. Se vi fate aiutare dalla mamma o dal papà e guardate alcuni dei suoi quadri sfogliando un libro, oppure navigando in internet, potrete vedere come siano composti da figure stranissime, pezzi messi qua e là, personaggi dai volti e dai corpi simili a quelli dei cartoni animati. A dire il vero Salvador Dalì lavorò anche con Walt Disney. Sì, avete capito bene! Pensate che alla fine della Seconda Guerra Mondiale fecero assieme un cortometraggio (un film della durata di pochi minuti) intitolato Destino. Un’opera davvero stupefacente presentata al pubblico parecchi anni dopo.

dalIn realtà noi abbiamo iniziato a parlare del tempo e qual è il simbolo che più di tutti raffigura lo scorrere delle ore e dei minuti? L’orologio! Ed ecco Dalì che regala il suo tocco magico. Raffigura, in uno dei suoi dipinti, degli orologi in maniera disordinata, sparpagliati per terra o appesi a un ramo. Addirittura uno è ricoperto da formiche e un altro è posato sul profilo di un volto dalle ciglia lunghe. La cosa ancor più sorprendente qual è? Sono dipinti completamente sciolti! Come se fossero stati messi in un forno o come se fossero di zucchero. Cosa vuole dirci questo quadro chiamato La persistenza della memoria? Vuole farci capire che lo scorrere del tempo, gli anni che passano, le cose che cambiano hanno ben poca importanza perché i ricordi che portiamo nella nostra mente rimangono lì, non si muovono e, anche quando chiudiamo gli occhi, continuiamo a vederli, magari un po’ deformati o con qualche macchia nera, come se ci fossero delle formiche. Possiamo fare un esempio: pensate a una gita, a una vacanza, a una cosa importante o significativa accaduta a scuola… ricorderete tutto anche quando sarete diventati grandi. La memoria rimane anche se il tempo e gli orologi si sciolgono come un gelato lasciato al sole.

Maddalena Baldini

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