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Oggi, cari amici, vi voglio portare in un luogo davvero particolare che anch’io ho scoperto da poco tempo grazie al mio amico Pino. Si tratta dell’Hangar Bicocca che si trova nella zona nord-est di Milano nel quartiere Bicocca, per l’appunto. Abbiamo più volte parlato di “archeologia industriale” a proposito della Triennale Bovisa di Milano o della Centrale Termoelettrica Montemartini e di Explora- museo dei bambini di Roma, ad esempio, vi ricordate? Ecco, l’Hangar Bicocca appartiene a questo genere di spazi nati come industriali: qui, in particolare, c’erano gli stabilimenti della società Breda che agli inizi del Novecento vi produceva carrozze ferroviarie, locomotive elettriche e a vapore e poi persino aerei e pezzi di cannone durante la seconda guerra mondiale.
L’anno d’inizio per la nostra storia è il 2004 quando la società Prelios, che nel frattempo aveva rilevato questi spazi dopo circa un decennio di abbandono, decide di farne uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea facendolo così diventare un luogo vivo e interessante dove vale davvero la pena passare, grandi e piccini, un po’ di tempo.
Sicuramente, come è successo a me, vi farà un effetto particolare l’ingresso all’Hangar Bicocca…un effetto di tempo, come dire?, quasi sospeso e magico dato dal muro della recinzione in mattoni, il giardino a scacchiera che sa molto di antico e di estremamente contemporaneo e la grande scultura in ferro di Fausto Melotti (1901-1986), La sequenza, che “accoglie – come si legge nella bellissima miniguida gratuita – il visitatore all’entrata dello spazio espositivo come una simbolica soglia, momento di passaggio all’arte del presente attraverso un grande maestro del recente passato”. Pensate che questa opera, realizzata nel 1971 e collocata qui nel 2010, è alta 7 metri è lunga 22 ed è profonda ben 11 metri! Come è successo a me appunto, anche voi potrete perdervi con lo sguardo nei suoi diversi moduli e piani (una Sequenza, per l’appunto) che ricordano le quinte teatrali e che alternano in modo sapiente e armonioso i pieni e i vuoti tanto da far sembrare le lastre di ferro “una sintesi geometrica e astratta delle colonne di un tempio”. Non male come benvenuto, no? Entrati, poi, nell’edificio vero e proprio capirete subito perché vi ho parlato del “tempo da passare” qui: sulla sinistra un grande spazio dedicato ai bambini (ah che invidia, noi più grandicelli!) e a destra una grande caffetteria con tante cose buone e golose (anche se, ve lo dico subito, se si è in tanti bisogna portare un po’ di pazienza!). Ancora un pochino più avanti su una grande parete vi aspetta “info wall” una parete multimediale di ben 9 metri di lunghezza che vi connette allo spazio espositivo dell’Hangar e con altri luoghi dell’arte contemporanea, e un’altra grande sala con tavolini, sedie e riviste di arte e architettura a disposizione dei lettori curiosi. Come avrete notato…più volte ho usato il termine “grande”…beh all’Hangar Bicocca tutto è su scala “grande”! E, ancora “grande”, sarà il vostro “ohhhhhhhhhhhhhhhhhhh” di meraviglia quando entrerete nello spazio che accoglie, dal 2004, I sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer (1945)! Che dire? Io sono rimasta senza fiato! Parto dallo spazio contenitore: il capannone fu costruito negli anni ’60 del Novecento per montare e provare enormi macchine industriali, misura 9500 mq, è alto 30 metri (!) ed è suddiviso in tre navate. I sette Palazzi Celesti (contenuto) è un’opera che l’artista tedesco Kiefer ha voluto progettare proprio per questo spazio. E’ un’opera che, proprio anche per la sua collocazione in questo capannone scuro, acquisisce una poesia quasi commovente. Si tratta di 7 torri alte tra i 14 e i 18 metri e dal peso di 90 tonnellate ognuna (!), che raccontano un simbolico cammino di conoscenza spirituale per arrivare al cospetto di Dio così come si trova narrato in un antico trattato ebraico del IV-V secolo d.C. Ogni palazzo (come potrete leggere anche qui nella miniguida apposita) ha così un nome, elementi simbolici e significati particolari; ad esempio ai piedi di Melancholia potrete trovare delle “stelle cadenti” ossia delle piccole lastre di vetro segnate da serie di numeri corrispondenti alla classificazione delle stelle utilizzate dalla Nasa. Sono ai piedi di questa torre perché nel Rinascimento si pensava che i nati sotto il pianeta “saturno” erano presi da una sorta di melanconia che spesso li faceva diventare artisti!
Questo modo particolare di “guardare-vedere-osservare-riflettere” (che, senza dubbio, caratterizzerà anche la vostra di passeggiata in questi spazi) vi catturerà anche davanti al “Shadow-play” (fino al 10 giugno) di Hans-Peter Feldmann (1941)… dove reale e riflesso (come nella mitica caverna di Platone, come suggerisce il mio amico Pino) incuriosisce e fa pensare e riflettere su quante storie sempre diverse e sempre nuove di possono raccontare.
Ma sono davvero tanti i percorsi che si possono seguire qui all’Hangar Bicocca e certo non posso svelarveli tutti in una manciata di righe! Voglio chiudere l’invito, però, soffermandomi sullo spazio e le attività pensate per i bambini (e qui un altro ohhhhhhhhhhhhhhh di meraviglia ci sta proprio bene!) che sono tante e davvero particolari: a maggio, ad esempio, “costruiamo la nostra tastiera” introdurrà i più piccoli (4-6 anni) all’aspetto musicale de la sequenza di Melotti; mentre “il nostro film in musica” spiegherà ai più grandi (6-8 anni) la tecnica usata da altri due artisti (Gianikian e Ricci Lucchi che espongono fino al 10 giugno), la tecnica per realizzare il proprio film astratto; oppure “e se le torri…” (8-10 anni) un percorso che attraverso una sfida avvincente darà vita e colore alle gigantesche torri di Kiefer; o, molto “contemporaneo”, il percorso “vedozero” (11-14 anni) per scoprire come raccontare se stessi con il cellulare! Così come una serie di appuntamenti “cinema da scoprire” in collaborazione con il MIC (Museo Interattivo del Cinema) lì a due passi in viale Fulvio Testi 121.
Insomma, come dicevo all’inizio, l’Hangar Bicocca è un luogo da vivere per davvero! Sappiatemi dire!
Donatella Melini
Maggio 2012
Hangar Bicocca
Via Chiese 2
20126 Milano
Tel. 02 66 11 15 73
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http://www.hangarbicocca.org
http://www.hangarbicocca.org/hb-kids/percorsi-creativi/
http://www.hangarbicocca.org/hb-kids/cinema-da-scoprire/
giorni di apertura: Gio-Ven-Sab-Dom
orari: dalle 11.00 alle 23.00
Ingresso e attività didattiche: gratuiti
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