Che cos’è il capriccio?

I capricci non sono comportamenti senza senso del bambino ma nascondono sempre una motivazione profonda che in quel momento il bambino non sa esprimere a parole. Quali possono essere le motivazioni più frequenti del capriccio? Le motivazioni possono essere tante e tra le più frequenti possiamo trovare. Intervista a Antonio Panarese e Roberta Cavallo

Mancanza di attenzioni

È la motivazione più frequente e quella che di solito si accompagna a tutte le altre. Non è vero che i bambini di oggi hanno tutto. Sono due le cose che contano a quest’età: l’amore e il bisogno di attenzioni. Amiamo i nostri figli, è vero, ma siamo certi che loro lo sappiano? E le attenzioni? Spesso siamo convinti di darle, a volte anche più del dovuto. Passare tanto tempo con tuo figlio non basta, anzi, non è nemmeno la cosa più importante. Puoi anche lavorare tutto il giorno e dedicargli solo due ore la sera ma riuscire comunque a fargli sentire il tuo amore, la tua presenza, a farti percepire come il suo punto di riferimento più fidato. Non è obbligatorio che provi a ritagliarti più tempo, ti basta sfruttare al meglio quello che hai. Probabilmente stai già dando le giuste attenzioni a tuo figlio. Per verificarlo puoi valutare per esempio se quando sei con lui ti capita di distrarti e di pensare ad altro oppure no, se quando siete insieme gli permetti di stare con te e di imitarti, se ti rendi disponibile ad ascoltarlo sempre e ad assecondare i suoi bisogni senza giudicarlo e senza troppe aspettative.

Il bambino è nervoso e arrabbiato mantieni la calma

Spesso si mostra nervoso o ha manifestazioni di rabbia? È normale. Anche se il tuo atteggiamento a volte può esserne la causa, tuo figlio non ce l’ha con te: ha semplicemente bisogno di manifestare il suo disappunto, il suo stato d’animo, di liberare le sue emozioni. Cosa può essere successo? Forse il tempo che gli hai dedicato non è come se lo aspettava, forse vuole afferrare un gioco e non ci arriva, ha ricevuto un no troppo deciso, è stato sgridato, non ha più fame e si sente obbligato a finire quello che ha nel piatto, è stanco, non si sente capito, non ha voglia di finire i compiti.

Come vedi sono motivazioni semplici, minime, che possono presentarsi tutti i giorni. Ma ci sono anche motivazioni più pesanti: per esempio lo stato di nervosismo generato da un genitore troppo rigido o troppo distratto, le tensioni e le paure che il bambino può assorbire dai genitori. Se in casa ci sono tensioni o preoccupazioni viene travolto come un fiume in piena da tutte queste emozioni. Non è capace di governarle: l’unico modo che conosce è manifestarle con il corpo, con la voce, con il disappunto.

Sui capricci sono state elaborate diverse teorie e supposizioni: perché tutto quello che i genitori hanno provato fino a oggi non ha portato miglioramenti nella relazione con i figli? Il primo grande ostacolo che i genitori incontrano per cui hanno difficoltà a sciogliere in maniera pacifica i capricci dei propri figli, riguarda proprio la motivazione profonda. Difficilmente cerchiamo di aprirci alla possibile motivazione profonda del bambino così da poterlo comprendere e trovare una soluzione. Di solito accade che, proprio considerandolo un “capriccio”, lo affrontiamo con superficialità oppure iniziamo ad innervosirci credendo che ci stia facendo perdere un sacco di tempo o perché crediamo che nostro figlio voglia provocarci.

Un altro grande ostacolo è di certo la difficoltà a mantenere la calma in questi momenti. Un bel respiro profondo e una certa abitudine a disidentificarci da quello che sta accadendo, ci aiuterebbe molto. I bambini non ce l’hanno mai veramente con noi in questi momenti, non vogliono farci arrabbiare, anzi, cercano proprio da noi calma, accoglienza e comprensione. Se con calma cerchiamo di osservare le circostanze, di trovare la loro motivazione profonda, è più facile accogliere i loro sentimenti e ideare la soluzione più efficace.

Come deve comportarsi il genitore difronte al bambino capriccioso?

La maniera ideale per essere utili nel momento del capriccio non comprende probabilmente né troppe trattive né troppa fermezza.Infatti, se il nostro obiettivo è quello di accogliere il disagio del bambino, la prima cosa da fare è da un lato domandarsi cosa può essere successo e dall’altro, soprattutto, accogliere con estrema disponibilità le sue emozioni senza pretendere che smetta di piangere, che smetta di arrabbiarsi o che ci analizzi i suoi sentimenti. Per esempio possiamo accoglierlo dicendo: “Amore, cosa è successo?… Come sei arrabbiato… Ti capisco… Piangi, amore, piangi pure… Io sono qui per aiutarti…”.

Interveniamo evitando di allontanarci dalla stanza, anche se nostro figlio ci manda via. In verità proprio in questi momenti lui ha bisogno di un contenitore pronto e disponibile che possa accogliere tutte le sue emozioni. Se per fermezza invece intendiamo il fatto di non entrare nel panico davanti a un suo capriccio, di saper gestire la situazione con calma, di avere la costanza di non cambiare idea se abbiano detto No per qualcosa, allora sì, questo tipo di fermezza è necessaria. L’importante è che questo atteggiamento non si trasformi in rigidità, incomprensione, giudizio e aspettative.

Qual è il consiglio che ritenete più efficace anche se può apparire assurdo a un genitore?

Sorridere davanti ai capricci dei propri figli. Sorridere non significa sminuirli e neppure cercare di tergiversare o di distrarre il bambino allontanandolo dai sentimenti che sta vivendo. Sorridere vuol dire non identificarsi (tuo figlio non ce l’ha con te), non avere aspettative che vorrebbero riportare subito la situazione a un attimo prima del capriccio, mostrare a nostro figlio un atteggiamento sicuro e totalmente disponibile. Gli stiamo dando l’esempio e gli stiamo facendo capire che noi siamo più “forti” del capriccio e che possiamo mostrargli come si accolgono e si risolvono le frustrazioni della vita.

Gli autori

Antonio Panarese e Roberta Cavallo sono gli autori più letti in Italia degli ultimi anni del settore infanzia. Diffondendo la “Crescita Secondo Natura”, che rispetta i bambini e semplifica di gran lunga la vita dei genitori, hanno già conquistato 70.000 famiglie italiane che hanno scelto i loro libri.

Sono autori di 5 libri best seller:

“Smettila di Reprimere Tuo Figlio” (Unoeditori)

“Le 7 Idiozie sulla Crescita dei Bambini” (Unoeditori)

“Smettila di Fare i Capricci” (Mondadori)

“Smettila di Programmare tuo Figlio” (Unoeditori)

“Sei un bravo genitore se…” (Mondadori)

“Smettila di Fare i Capricci” è il libro più letto in Italia sull’argomento. Le sue soluzioni controverse eppure così efficaci, come ribadito dai lettori on-line, hanno attirato l’attenzione dei media: il libro è apparso su Uno Mattina, TG5, Gioia, Repubblica, Starbene, Radio 24, Radio Deejay, Radio Rai 1, Huffington Post.

Scrittori, Formatori specializzati nell’infanzia secondo natura da 0 a 21 anni, sono fondatori di Bimbiveri, la società per la crescita felice dei bambini.

 

 

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