Quest’anno a Carnevale Leonardo ha scelto di vestirsi da dinosauro. In effetti, io e sua madre ci avevamo scommesso e abbiamo vinto.
All’asilo han chiesto un costume fatto in casa, per cui la mamma, con la solita fantasia, si è inventata un costume fai-da-te che è davvero riuscito bene. E lui era contento, anche perché tutti gli han detto che era proprio bello. Contento fino a quando non ha visto Chiara, vestita da principessa.
E’ tornato a casa e ha raccontato la sua giornata all’asilo. Così abbiamo scoperto qualcosa…
“Mamma, quando torna CANNEVALE voglio vestirmi da PINCIPESSA!” ha detto, sicurissimo di sé. Io e la mamma ci siam guardate, ridendo sotto i baffi. “Amore, veramente sono le femmine che si vestono da principesse!” ha detto la mamma. “Io voglio vestirmi da PINCIPESSA!” ha insistito lui, pestando un piedino. “Ma le principesse hanno la gonna” ribatte mia figlia “Allora voglio la gonna” ha deciso lui. Poi gli abbiam detto che esistono anche i principi (maschi) e allora ha optato per il compromesso.
Il prossimo anno cambierà sicuramente idea. Anzi, due giorni dopo parlava già di Spiderman.
Al di là del fatto di volere essere uguale alla “fidanzatina” dell’asilo, a tre anni non ci si fanno problemi di sesso. L’anno scorso ha giocato per ore con pentoline e piattini. Ci serviva dei succulenti pasti a base di sabbia e di foglie e si divertiva un mondo. Sono giochi da femmina? Ma chi l’ha detto? Mi fanno morir dal ridere quei papà che, preoccupati inutilmente della futura sessualità dei loro piccoli, vietano di giocare a certi giochi perché “da femmina”.
Preoccupati per cosa, poi? Un foruncoletto treenne può scegliere o no, con cosa giocare? O vogliamo farci i fatti suoi già ora?
Certo, ammetto che il vestito da carnevale da principessa era un filino esagerato per un maschietto.
In fondo è vero che per istinto le bambine preferiscono giochi tranquilli, rispetto ai maschi. O meglio, si scatenano in modo diverso. Al parco corrono quanto i maschietti, ma litigano pure loro: e piuttosto di usare i pugni si graffiano e si tirano i capelli, ma sempre lotta è.
Diventano vanitose prima dei loro coetanei, forse. Ma se fate un complimento a un maschietto per il suo abbigliamento, gongola pure lui, che credete?
Insomma, noi donne abbiamo voluto con tutte le nostre forze la parità. Abbiamo urlato (soprattutto le donne della mia generazione) che siamo UGUALI agli uomini. Pilotiamo gli elicotteri e andiamo sulla luna, giusto? Ma parliamo anche degli uomini: alla fine ha fatto comodo pure a loro la rivoluzione. Conosco maschietti che san lavorare ai ferri meglio di me (ci vuol poco, lo so!) o che ricamano perché “li rilassa”.
Ma se parità vuoi dire “uguale”, allora dobbiamo far scegliere ai bambini con cosa preferiscono giocare, a mio parere, senza preconcetti.
PS. – A me piacevano un sacco i trenini. Morire se me ne hanno mai regalato uno!

