Ci sono parole che mi colpiscono, frasi che magari altri non notano neppure ma che a me danno spunti di riflessione. Confronto è una di quelle parole.
Confrontarsi è alla base della nostra crescita, e mi pare una frase così ovvia che quasi quasi mi pento di averla scritta. Confrontare può essere giusto o sbagliato, e anche qui cado nell’ovvietà più becera. Ma non volevo parlarvi con frasi fatte, mi è solo sorto un dubbio a proposito dei paragoni. Io spesso vi racconto della mia infanzia, di come fossero diverse le cose (ovviamente) rispetto ad oggi. E non faccio confronti, mi diverto a rivelarvi cose dimenticate o, per i più giovani, sconosciute. Non è un confronto, ripeto. Vi parlo anche spesso di quando mia figlia era piccola, di come – anche qui – tante cose fossero diverse. Ci sono state situazioni che mi son sentita di raccontare perché si potesse farne tesoro. A volte paragono la mia esperienza (lontana) di mamma con quella di mia figlia, ma lo faccio senza giudizi, è solo un confronto. Senza confronto non c’è esperienza e non c’è modo di migliorare.
Leggo spessissimo il nostro Forum. E che cos’è il forum se non una ricerca di confronto? Nel confronto nasce magari lo spunto per risolvere un piccolo problema. Una mamma che chiede “Chi di voi è stato nella stessa situazione?” è aperta al confronto. Arrivo a dire che senza confronto non ci sarebbe civiltà, in senso lato ovviamente.
Personalmente, mi confronto spesso con gli altri. E siccome sono un’insicura, perdo pure, ma questo è un altro discorso: non è certo un confronto sbagliato, nemmeno se perdo. Vedo ovunque persone migliori di me, in tutti i sensi (come credo capiti a tutti), e a volte mi serve da sprone per migliorare, a volte mi rendo conto (sic!) che sarebbe un’impresa impossibile, ma non è una sconfitta, è un punto di partenza.
Poi vi parlo dei miei nipoti, son giusto qui per raccontarvi le mie esperienze di nonna. Sono così diversi, anche prescindendo dal fatto che sono maschio e femmina, e li amo nello stesso identico modo. Ma vien naturale confrontarli. Leonardo a sei mesi non si divertiva con i giochini adatti alla sua età, Isabel sì. Leonardo balbettava già a otto mesi, Isabel spernacchia e si limita alle sillabe. Che male c’è a fare questi confronti? Perfino la loro madre mi invita ai paragoni “Ti ricordi Leo all’età di Isabel? Non andava a prendere la palla”. E quindi? E’ un bambino intelligente comunque.
Giudicare ed etichettare è, a mio modo di vedere, sbagliato. Stabilire, nel confronto, che un fratello sia migliore dell’altro è aberrante, questo sì, sempre.
Confronti negativi ce ne sono, certo. Ma può essere che alcuni nascano dall’invidia, non dal confronto stesso.
A me sembra che il confronto sull’esperienza sia sano. E che ne nasca a sua volta una nuova esperienza, utile per il futuro. Ed ecco perché quando leggo “confronti stupidi” mi fermo a pensare. Ma quando mai il confronto è stupido?
Ed ora sono qui, pronta a confrontarmi con chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui.

