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Una nonna fortissima

I blog di Che Forte!

Un papà, un duro amante del rock, quattro figli, di cui due gemelli. Una nonna, due nipotini "spaziali", storie di vita vissuta. Ecco due blog super forti scritti per noi da Michele Monina, un multi-papà, e da Annamaria Pizzinato, Wondernonna.

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San Valentino... dei piccoli

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L'utente non online
on 14 Feb
in Il blog di nonna Annamaria

L’amore non ha davvero età… Nel senso che comincia quando meno te lo aspetti.

 

E’ lì, questo “amore”, magari non sai nemmeno che c’è, soprattutto se hai tre anni. Insomma, per farla breve, mio nipote Leonardo ha due fidanzate. Sì sì, due, di cui una “preferita”.

 

E’ stato durante una telefonata tra mamme che mia figlia ha scoperto che quel rubacuori prematuro bacia una certa Chiara, all’asilo. La mamma della bimba ha infatti riferito che il nostro eroe bacia “sulla bocca” sua figlia. Cominciamo prestino. E poi mia figlia un filo gelosa lo è. Quel trabiccolo d’un bimbo meraviglioso è suo e solo suo, dice.

 

E’ stato per caso che è venuto fuori il discorso con noi nonni. Stavamo giocando, raccontava la sua giornata alla scuola materna e si parlava di amici. Mentre fa un elenco (breve) dei suoi amici (ha più amici animali che umani devo dire), salta fuori “E poi la Chiara, che è la più bella di tutti!” dice convinto.

“E’ la tua fidanzata?” chiediamo con nonchalance. “Sì” risponde serio “Ma è anche mia amica!”. Cucciolo, hai trovato il compromesso ideale: amore e amicizia!

 

Ieri è andato a una festa di compleanno tra compagni d’asilo. Entra, si guarda intorno, torna dalla mamma e dice con gli occhi a forma di stellina “Mammaaaaa… c’è anche la Chiaraaa!” e felice come una pasqua la prende per mano “Vedi mamma? Do’ la manina alla Chiara”. Bellissimi, sorridenti, teneri da morire, sembravano quasi innamorati.


Bisogna dire che lei ricambia adeguatamente. Il mattino lo aspetta sulla porta della sua classe. Quando lo vede, con tono da consumata civetta, cinguetta “Leooooo… ciaoooooo”. Già ha imparato l’arte della seduzione. Lui non si fa pipì addosso per la commozione perché è “GANDE”, come dice lui, ma si scioglie tutto.

 

Eh… l’amore. Mi torna alla mente un episodio di quando mia figlia aveva la stessa età.

 

Non ricordo come scoprì che di lì a poco si sarebbe festeggiato San Valentino. Ricordo benissimo che faceva milioni di domande sempre e ovunque, quindi probabilmente aveva scoperto questa ricorrenza. Mi chiese “Che festa è San Valentino?” “La festa degli innamorati, di chi si vuol bene, tesoro” fu l’ovvia risposta. “Io voglio tanto bene a Gianluca” ribatté guardandomi, sicura di sé.

 

Tre anni, primo anno di asilo, e primo amore. L’oggetto del desiderio, Gianluca, era effettivamente un gran bel bambino. Biondo, frangione sugli occhi, tranquillo, giocava spesso solo. L’avevo notato perché a differenza degli altri piccoli sembrava che degnasse la scuola materna della sua presenza. Insomma, un bimbetto aristocratico con un po’ di puzza sotto il naso. Quando ho individuato la madre ho capito perché: sembrava la principessa sul pisello. Nessuna confidenza con le altre mamme, sempre inappuntabile, così come il figlio: all’asilo veniva sempre vestito da piccolo principe.

 

Ma all’amore non si comanda e mia figlia aveva scelto proprio lui. Il giorno prima di San Valentino, uscendo dall’asilo mi guarda preoccupata “Domani devo portare un regalo a Gianluca, mamma!”. Era quasi in angoscia. In anni e anni di San Valentino non l’ho mai più vista così preoccupata per il regalo della ricorrenza.

 

“Certo, tesoro, ora andiamo a casa e ne scegliamo uno” lei mi guarda corrucciata e mi fa “Ma non si compra?”. Eh no, piccola mia, non cominci a tre anni a ingrossare il business di San Valentino! “Tu vuoi fargli un regalo speciale, vero?” lei annuisce convintissima “I regali più speciali sono quelli che vengono dal cuore, tesoro. Se scegli tra i tuoi giochi qualcosa, quello sarà davvero un regalo molto, molto speciale!”.

La ricerca del regalo speciale durò un’infinità. Scartò  bambole (“E’ un maschio, mamma, non gli piacciono mica” fu l’arguta argomentazione)  figurine, pentoline, e quant’altro di femminile era in suo possesso. Poi trovò la cosa giusta “Un giornalino, mamma! Dici che gli piacerà?” e mi guarda speranzosa “Certo! E’ proprio il regalo giusto!” rispondo. Facciamo il pacchetto (il fiocco è di rigore!) e aspettiamo l’indomani.

 

Faticò ad addormentarsi, quella sera. Più del solito intendo: era davvero preoccupata. L’ultima frase prima di dormire fu l’ennesimo “Ma gli piacerà, mamma?”.

 

Il giorno dopo arriviamo all’asilo e Gianluca è già lì, molto probabilmente ignaro di che razza di giorno importante fosse per la sua compagna di classe.

 

Mia figlia si allontana da me titubante e io rimango sulla porta a guardarla. Stringe tra le mani il giornalino scelto con tanto amore. Si avvicina al biondino, allunga la mano e dice, con una dolcezza infinita “Un regalino per te!”.

 

Se è vero che già da piccoli gli uomini a volte sono insensibili, quella è stata l’occasione giusta per dimostrarlo. Lui prende il pacchetto confezionato con tanto amore, straccia la carta, guarda il contenuto e sentenzia “Questo ce l’ho già”, con lancio trasversale verso la parete dell’aula e la mia bimba che lo guarda a bocca aperta.

 

In un attimo tutti i sogni di mia figlia si sono infranti, tanta è stata la delusione. Lui non ha detto grazie, non l’ha degnata di uno sguardo e ha ripreso a fare quel che faceva prima di quella fastidiosa interruzione.

 

Lei non era un tipetto facile già da allora. Piuttosto di piangere come mi aspettavo, raccatta il giornalino e viene a portarmelo “Che cattivo mamma! Non se lo merita mica sai?”. Nella sua saggezza di bimba di tre anni non la sfiorò nemmeno l’idea che non gli fosse piaciuto il regalo. Era LUI che era stato insensibile (= cattivo).

 

Per qualche anno le bastò l’esperienza: non fece altri regali per San Valentino. E non parlò di fidanzati o di preferenze.

 

Poi ovviamente è cresciuta e la tiritera è ricominciata. Ma questa è un’altra storia.

 

 

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