bruco
 

Una nonna fortissima

I blog di Che Forte!

Un papà, un duro amante del rock, quattro figli, di cui due gemelli. Una nonna, due nipotini "spaziali", storie di vita vissuta. Ecco due blog super forti scritti per noi da Michele Monina, un multi-papà, e da Annamaria Pizzinato, Wondernonna.

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Facciamo finta che...

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wondernonna
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L'utente non online
on 21 Feb
in Il blog di nonna Annamaria

 

Io credo che ogni bambino abbia un sacco pieno di fantasia nella sua testolina.

 

Ogni tanto c’è la necessità di aprire quel sacco, tirarne fuori un po’. E sono convinta che a loro piaccia molto.

 

Dai in mano a un bambino un… niente, e la fantasia si scatena. Due cuscini sul divano diventano una capanna. La scatola vuota dei biscotti l’ospedale degli animali. Un pezzo di carta ritagliato e ci si inventa un re.

Il fatto è che i bimbi moderni non hanno mica tempo di aprire quel sacco. C’è ovunque qualcuno pronto a sostituirsi al sacco. I giochi già predisposti, che superano a volte la fantasia dei bambini. C’è la tv.

Quand’ero bambina io il gioco ricevuto da Gesù Bambino diventava, volere o volare, il protagonista attorno al quale scatenare la fantasia.

 

E se era una bambola il gioco era facile: dagli con i vestiti, cullarla, inventarsi un lettino (con – appunto – molta fantasia) una collana fatta con l’elastico e un bottone. La parola d’ordine con le amiche era “facciamo finta che…”.

“Facciamo finta che tu sei la mamma che va a fare la spesa” e giù a litigare perché tutti volevano fare il salumiere che aveva – santa patata – dei sassolini che erano i soldi,  dei pezzetti di carta per incartare la spesa, dei fagioli secchi (che in casa mia non mancavano mai) delle foglie, rametti etc etc. Un’apoteosi di cose a sua disposizione, insomma.

 

I maschi di solito l’avevano vinta: facevano i bottegai. Ma noi femmine ci vendicavamo andando dalla sarta (tiè) e quindi perdendo tempo a tagliuzzare ritagli di stoffa che diventavano abiti che più originali non si può.

 

L’anno in cui Gesù Bambino ha avuto la bontà di regalarmi un piccolo pianoforte sono entrata in crisi. Va bene la fantasia, ma dopo aver strimpellato e cantato, facendo finta di essere una cantante, un paio di volte, i miei amichetti si son stufati di brutto. E quindi sono tornata alla bambola dell’anno prima, che nel frattempo aveva avuto un incidente da usura: era senza una gamba, porella.

 

E giocavamo per ore e ore, mica ci si stufava. Anche perché non c’era alternativa.

 

Anzi no. L’alternativa c’era: i giornalini. Oddio quanto ho amato Paperino, Topolino e compagnia bella. Ancora oggi mio marito a volte mi chiama e dice “Guarda, in tv c’è Paperino!” e io corro a vedere.

 Ho imparato a leggere prima di andare a scuola, da un cugino “grande” che ha abitato per un po’ di tempo da noi. E lì mi si è aperto un mondo. Leggevo ovunque e in qualsiasi momento.  A volte mi immaginavo di essere Paperina, che trovavo irresistibile. Ed ero così immersa nella mia fantasia che mia mamma aveva un bel chiamarmi: manco la sentivo.

Poi c’era il commercio dei giornalini. Tu mi dai un Topolino vecchio e io ti presto un Corriere dei Piccoli della settimana scorsa. I giornalini erano una preziosa merce di scambio. Io ne compravo ben pochi, ma non so com’è, in casa mia ce n’erano sempre un po’ di copie, non mi ricordo assolutamente da dove venissero.

 

“Facciamo finta che…” ha funzionato anche con mia figlia. Anche se lei aveva un sacco di giocattoli, il sacco della fantasia lo si apriva lo stesso. C’era sempre qualcosa da inventarsi. E confesso che mi divertivo come una matta, tornando bambina e giocando con lei. Ma anche guardandola giocare con le sue amichette. Un “facciamo finta che…” saltava sempre fuori.

 

Quando una cosa ti entra in testa, passassero mille anni, ti ritorna. Tant’è che pure con Leonardo è scattato il “facciamo finta che…” e gli piace un mucchio. Anzi, a volte mi anticipa. “Nonna, facciamo finta che tu sei un leopardo” e mannaggia, lì ce ne vuole di fantasia, ma va bene! “Anzi, no, tu sei un DINOSAUO piccolo, io uno GANDE”. Perché la fantasia fa bene, ma con un occhio all’opportunità. Lui si tiene sempre l’animale più forte, non c’è verso.

E allora divento un dinosauro piccolo ma furbissimo. Così lui, che ha quello grande, sì, ma un dinosauro un po’ babbeo, chiede di fare cambio, ma non perché vuole vincere. Semplicemente gli piace che quel piccolo dinosauro si sia inventato tante cose. E quando ottiene il cambio, aggiunge qualche furbata frutto della sua, di fantasia.

 

Alla fantasia bastano  tre parole magiche “facciamo finta che…”.

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Sogno ad occhi aperti

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L'utente non online
on 03 Feb
in Il blog di nonna Annamaria

Ieri mia figlia mi telefona e mi fa “Ma eri incavola?”. Non capisco (son lenta di comprendonio, a volte) e lei paziente: “Ho letto il tuo blog, cosa t’è saltato in mente?”.

Hei, hei, non cominciamo eh? Pure io ho i miei motivi per agitarmi a volte. Non son mica qui a pelare i porcospini!

Non posso parlare della pubblicità? Perché?

Ci ho riflettuto un po’ mentre guardavo la neve che continua a cadere e poi mi sono persa, mi capita a volte. Vado via come se niente fosse, con la testa.  Praticamente ero in  un sogno ad occhi aperti: un mondo senza pubblicità.

Quanto m’è piaciutoo! Facciamo finta che la pubblicità non esista, mi son detta. Dai, solo per qualche minuto!

 Film senza rotture di cosiddetti, programmi che – senza pubblicità – durano la metà. Una goduria. Ma così i programmi chi li paga? E a me che me ne cale? Sto sognando, mica risolvendo i problemi dell’universo.

Ma un problema proprio non sono riuscita a far finta di non vederlo. Quello dell’informazione. Io ai miei diritti non ci rinuncio, e ho il diritto di essere informata.

Allora, la prima domanda è: come fa il consumatore a sapere che è nato un nuovo formaggino? Beh, pensa che ti ripensa ci sono arrivata. Un bel bollettino quotidiano sui nuovi prodotti!

Esempio, in tv “I nuovi prodotti di oggi sono”:

Stecca di cioccolato al vermuth e fragole di bosco- Prodotto dall’azienda Mangiadivino.

Detersivo per lavastoviglie quadrifasico: lava, disinfetta, asciuga e mette via le stoviglie. Azienda Sonoesagerato

Nuova auto multifamiliare alimentata a lattuga. Prodotta dalla VIFREGOIO

 

E via dicendo. Se a uno interessa saperne di più, si arma di Internet e veloce come il vento sa tutto sulla multifamiliare a lattuga. Semplice, no?

E i bambini?

Stessa solfa: uno spazio “informativo”, senza le esagerazioni, senza nessuna foto o filmato ma con i prezzi (il perché lo spiego dopo)

Nuova serie di macchinine con autoricarica, prodotte dalla PRENDIMISECIRIESCI . Ogni pezzo 24 euro. Confezione da 5 pezzi.

Bambola robotizzata che parla, ride, canta, balla e pulisce il bagno, dell’azienda  GONNACORTA. Prezzo 149 euro

Mostro trasformista che assume 24 diverse figure inutili. E’ un prodotto MASEIMATTO, a 99,99

 

Perché i prezzi? Ma perché così i ragazzini si regolano, prima di chiedere. E poi, scusate, ma a voi sembrano attraenti queste informative? Passano via lisce come l’olio, nemmeno il tempo di dire che bello e già non te ne ricordi più. Un bel calo del 38% e più di richieste di regali.

 

Ma non vi piacerebbe? Dite la verità.

E ce lo so, è solo un sogno. Ma almeno sognare, posso? Vado a chiederlo alla figlia criticona…

 

 

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