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michelemonina
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on 28 Giu
in Il blog di Michele Monina

Mia figlia e la sua “gita” al pronto soccorso

Ieri mia moglie Marina e mia figlia Chiara, la gemellina, hanno passato la giornata al pronto soccorso della De Marchi. Niente di grave, fortunatamente, e niente di eccezionale, in una famiglia di sei persone una visita al PS è all'ordine, non dico del giorno, fortunatamente, ma quantomeno della stagione. Il fatto è che mia figlia da un po' ha una febbriciattola stupida, che capita una volta al giorno e poi scompare, e dopo aver creduto fosse raffreddamento o la crescita dei denti si è scoperto, ieri, che era un virus. Ordinaria amministrazione, ripeto. Non son qui a raccontarvi di una sciocchezza del genere. Sto qui invece, a raccontarvi un particolare che mi ha colpito. Ieri è stata per me, lavorativamente, una giornata abbastanza infernale. Riunioni su riunioni, come spesso capita prima che arrivi il periodo delle vacanze. Al punto che al PS c'è andata solo mia moglie, senza di me. Mia moglie, per chi non lo sapesse e non l'avesse intuito dal dettaglio dei quattro figli, è una donna meravigliosa e con due spalle (metaforiche) larghe che potrebbe tranquillamente sorreggere il mondo senza smettere di fare le tremila cose che solitamente le madri di famiglia fanno in continuazione. Una donna di cui mi sono innamorato follemente ventisei anni fa, con la quale condivido la mia vita da ventiquattro anni e mezzo (ci ho messo un po', ma ce l'ho fatta...) e cui qualcuno potrebbe tranquillamente affidare le sorti del mondo.

Ma non è neanche di questo che voglio parlarvi. No, quello che voglio dirvi è quel che è successo quando sono arrivato in ospedale, finita l'ultima riunione, quando ormai erano le 18 e qualcosa e tutti gli esami di routine erano stati ormai fatti e mia figlia stava per essere dimessa. Arrivo e mi immagino di trovarle entrambe stremate dalla giornata passata lì, senza mangiare, penso al caldo. Va be’, questa del caldo cade subito, come ipotesi, perché c’è un'aria condizionata a palla che, per altro, manda in fumo tutte le mie idee rispetto al pericolo dell'aria condizionata per i bambini piccoli. Stando a quel che succede in ospedale, mi dico, potremmo anche tenerli in freezer. Ma la cosa che più mi sorprende è non solo di vedere mia moglie serena, forse perché ha avuto conferma che Chiara sta bene, quanto piuttosto di vedere la stessa Chiara felice e vispa come la Teresa della filastrocca. Mi vede e fa le feste, e qui il mio orgoglio di padre ha un picco. Ma poi vedo che continua a sorridere, non solo a me. Aspettiamo le dimissioni, e lei continua a ridere e scherzare. Andiamo verso la macchina e continua a ridere e scherzare. Insomma, solo una volta arrivati a casa, accompagnati dai suoi discorsi sconclusionati (ha nove mesi, è figlia di due geni, ma ha pur sempre nove mesi) capiamo la situazione. Per Chiara, nostra figlia, gemella di Francesco, ieri è stata la prima giornata da che è nata passata da sola con la mamma. Solo loro due, situazione che i figli non gemelli vivono quotidianamente. Per lei, invece, la mamma è sempre la mamma sua e di Francesco. La cosa, suppongo, ha messo un po' in difficoltà Marina, mia moglie, che suppongo si sarà sentita in colpa, come se il fare quindici miliardi di cose ed essere sempre presente con tutti e quattro i nostri figli, e con me, non bastasse. Io ritengo che Chiara, come Francesco, sia in realtà fortunata, perché non solo ha una madre meravigliosa, e due fratelli strepitosi come Lucia e Tommaso, ma anche un gemello come Francesco, con cui condividere ogni istante della sua infanzia e poi, auguro loro, di tutta la vita (magari non sempre attaccati, questo no, ma molto vicini). La visita al PS è stata una splendida gita per Chiara e Marina. Speriamo non si ripeta più, ma vedere il suo sorriso sicuramente ha allungato la vita a me e Marina.

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Commenti

admin 28 Giu

Stupendo ed emozionante racconto!

admin 28 Giu

è bello , l'amore che hai dentro,x la tua splendida famiglia ........e complimenti a Marina ....

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Guest 20 Mag
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