I blog di Che Forte!
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Benvenuti nei nostri blog! Cybermamma; Cuore di mamma, di Clara Sarotto: I bambini e la moda, di Piera Galba; I buoni motivi per campare, di Manuela Terrana; La tata delle Mamme, di Valentina Donati; Un’educatrice per mamma, di Mariapaola Ramaglia; ZIAmo di Cristina Saponaro; e, infine, Provato per voi, in cui la redazione di Che Forte vi parla di prodotti e servizi testati in prima persona dai nostri collaboratori.
Che cosa significa mangiare sano?
Se ripenso a quando ero un bambino io e a come allora gli adulti si rapportavano a noi, figli, mi viene da sorridere. Oggi, vuoi per la frenesia che la società contemporanea ci ha imposto, vuoi perché, in genere, diventiamo genitori in età un po' più avanzata rispetto a un tempo, prestiamo ai nostri piccoli una tale attenzione da rischiare, spesso, di sfociare nell'ossessione. Come se marcando stretto i nostri figli in ogni istante della loro esistenza, in qualche modo, ci sentissimo il cuore alleggerito dai sensi di colpa per essere spesso, troppo spesso, impegnati in altre faccende. Prendiamo l'alimentazione. Mai come in questo periodo si sente parlare di biologico, di chilometri zero, di filiera corta o addirittura cortissima. Tutto sacrosanto, intendiamoci, ma non sarebbe più semplice se cominciassimo nel nostro piccolo a prestare più attenzione a quello che leggiamo sulle etichette dei prodotti alimentari? Lo dico perché, per il mio ruolo di papà che lavora in casa, mi trovo ogni giorno a fare i conti con il carrello della spesa, operazione complicatissima che deve tenere conto di diversi fattori, tutti importanti. Primo, la qualità del cibo che ci finisce dentro. Da dove arriva, come è stato lavorato, sono le prime domande che di solito ci si pone, affrontando un qualsiasi prodotto. Ma non basta, ovviamente. Sapere se la lavorazione di un qualsiasi cibo ha in qualche modo influito negativamente sulla natura circostante sfocia nel campo dell'etica, è vero, ma considerando che il pianeta in cui noi e il cibo che mangiamo è il medesimo, forse prestare attenzione a questi passaggi non è poi idea così strampalata. Sicuramente altro fattore importante da tenere a mente, quando si fa la spesa è il prezzo. Sarebbe bello star qui a dire che non è importante, ma viviamo in questa nazione, oggi, e sappiamo come il nostro portafogli sia sempre più magro e come sia operazione degna di un equilibrista riuscire a far quadrare i conti di una famiglia (la mia è di sei elementi, lo sapete, quindi io sono un equilibrista che corre sul filo a cento metri da terra in sella a una bicicletta).
Sento dire, spesso, che a volte è meglio comprare meno ma di migliore qualità, e anche questo è vero. Ma già solo il fatto di imparare a comprare assennatamente è una scelta che comporta risparmio. Sapere cosa ci serve realmente quando andiamo a fare la spesa, infatti, ci aiuterà a buttare via meno cose nei giorni successivi. L'eccesso, spesso, finisce per rovinarsi nel frigo, e quindi diventa pattume. Scegliere le cose che ci servono realmente è un passo fondamentale.
Altro fattore che non possiamo non tenere a mente è però quello del gusto, del piacere di chi poi quei cibi li dovrà mangiare, i nostri cari nel caso specifico. Cucinare con amore, ma anche semplicemente dare una merenda ai nostri piccoli con amore, è un gesto quotidiano che dobbiamo imparare a fare nostro. Qui, immagino, ci sarà qualche cultore del cibo sano “a prescindere” che alzerà un sopracciglio. O magari alzerà anche la voce. Ci sono cibi che, stando a certi principi che non esito a definire fondamentalisti, non andrebbero neanche presi in considerazione.
Vi sarà capitato, immagino, di vedere in televisione trasmissioni in cui esperti demonizzano prodotti come la farina bianca o il latte. Ecco, io non sono un medico, ma sono un padre, un padre a cui nulla sta più a cuore al mondo della salute dei propri figli. Per questo sono convinto che un po' di piacere nell'atto del mangiare sia altrettanto salutare che il mangiare qualcosa che non sia stato lavorato in maniera sbagliata. Chiaro, il massimo sarebbe mangiare qualcosa di sano e piacevole, ma lasciarsi andare a fondamentalismi, anche in campo alimentare, è sempre sbagliato, a mio parere. Dire infatti che l'unica alternativa alle farine preprodotte è comprarsi una macina in miniatura da tenere in casa, come mi è capitato di sentire ultimamente a uno di questi esperti, per potersi macinare da soli il grano mi sembra una dichiarazione fuori dal mondo, che non tiene conto né delle reali metrature delle case moderne, né dei tempi risicati con cui un po' tutti ci troviamo a fare i conti.
Mettiamola così, quando sento certi discorsi divento intollerante alle intolleranze.
Io con altri blogger, compresa la wondernonna che tutti i giorni ci allieta con il suo diario qui su www.cheforte.it, chiamati dalla Nestlé a vestire i panni di primi foodcoach abbiamo provato a stilare un decalogo del bravo food coach, e qui in questo pdf, trovate il frutto dei nostri ragionamenti. Spero possano esservi utili. E mi raccomando, non scordatevi mai che quando siamo a tavola a pranzare o cenare, ma anche quando siamo al parco a fare merenda, noi esseri umani mangiamo, non ci limitiamo a nutrirci...


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