I blog di Che Forte!
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Benvenuti nei nostri blog! Cybermamma; Cuore di mamma, di Clara Sarotto: I bambini e la moda, di Piera Galba; I buoni motivi per campare, di Manuela Terrana; La tata delle Mamme, di Valentina Donati; Un’educatrice per mamma, di Mariapaola Ramaglia; ZIAmo di Cristina Saponaro; e, infine, Provato per voi, in cui la redazione di Che Forte vi parla di prodotti e servizi testati in prima persona dai nostri collaboratori.
Sei apprensiva? Non sei l'unica!
Ecco, se sei una mamma apprensiva, somigli a me. Ora che sono nonna non è cambiato niente, ho solo due creature in più per cui stare in apprensione.
Confesso e ammetto che ci sono decine (…di migliaia) di cose che mi preoccupano. Il pediatra di mia figlia è diventato ricco, con me: gli telefonavo per ogni dubbio. Mia figlia ora è grande, e se la cava da sola, ma sulla salute non transigo. A volte mi tappo la bocca per non parlare, perché so che la irrito, ma ovviamente rimugino da sola e non risolvo niente. E – ripeto – lei è grande, oramai.
Ora sono spesso in apprensione anche per i miei due nipoti. E la sfiga vuole che non ho un marito che mi dice “Ma dai!”. Assolutamente no: per i nipoti è apprensivo come non lo è mai stato per la figlia. Certo, l’esperienza e l’età sono diverse, da quando era padre, quindi ora siamo in due a preoccuparci.
Dicevo che a volte mi tappo la bocca, ma recentemente ho avuto una discussione con mia figlia. Perché? Perché un giorno – istillata anche dal nonno – dico a mia figlia “Leonardo mi pare magretto”, non ho detto anoressico, né che è “troppo” magro. Le nostre chiacchierate per lo più avvengono il mattino, tra le sette e mezza e le otto, spesso con tutti e due i bambini svegli, quindi non esattamente nel momento l’ideale. La sua risposta è stata “Ma no…” ed è finita lì. Per lei. Perché io ci ho ripensato su per qualche giorno poi ho riflettuto “Magari mi ha risposto distrattamente perché pensava ad altro”, perché era tardi e doveva scappare. Ho anche considerato che era cresciuto in altezza, ma il dubbio è rimasto. Quindi, dopo aver atteso qualche giorno, ci ho riprovato, nel modo sbagliato “Ma hai pesato Leo?”. Ovviamente sempre alle sette e mezza del mattino. Allora lei – seccata – ha preso la bilancia, l’ha pesato, ha scartabellato tra le carte delle visite-filtro e soddisfatta mi ha detto “E’ aumentato di un chilo e mezzo in sei mesi. Soddisfatta?”. Ora… non è una questione di soddisfazione, o di chi “vince”. Ma non so quante di voi nonne temono per la salute dei nipoti. Mica lo si fa apposta, ma se – secondo noi – qualcosa non va, riteniamo sia nostro dovere farlo presente ai genitori. E non perché consideriamo i nostri figli stupidi o distratti, ma perché potrebbero non essersene accorti. A ma pare che questa logica non faccia una grinza. Peraltro, qualche annetto di esperienza ce l’abbiamo.
Invece, ne è nata una discussione. Io non “devo” metterle agitazione. Non devo riferire un’anomalia se non ho le prove che non è una mia impressione, ma un fatto oggettivo.
Già, come se io fossi un medico e sapessi distinguere le mie impressioni da sintomi veri.
Se dico “Isabel oggi ha mangiato poco” (che è un fatto oggettivo), non intendo trasmettere preoccupazione. A prescindere dal fatto che è cicciottona e che un pasto saltato non può preoccupare proprio nessuno, lo dico perché si sappia regolare, semplice, no? Invece no. La sua risposta è stata “Mi devo preoccupare?”. Ma anche NO, santissimi numi! C’ha due cosce che fanno provincia, di solito mangia anche il piatto, ma perché diavolo dovresti preoccuparti?
Alla fine di questa discussione fatta di tanti piccoli episodi di nessuna rilevanza, ho pensato fosse meglio comunicare che a questo punto mi terrò i miei dubbi e amen. Ma non va bene nemmeno questo perché “dovrei cambiare il tono” o “il modo di riferire” certe cose e dovrei “ragionare con maturità”.
Ripeto, SANTI NUMI. Sono cinq… diciamo decine d’anni che uso questo tono, questo modo di riferire le cose, non posso improvvisamente fare le prove davanti allo specchio per migliorare. O si?
Apprensiva sono e apprensiva resterò oramai per tutta la vita.
E’ un grosso difetto che fa vivere male me, prima di tutto. Ma se tu, figlia mia, sai che sono apprensiva, prova a pensare che è l’amore per i tuoi figli che guida le mie azioni.



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